Leonora Carrington appartiene a quel minuscolo gruppo di artiste che non si accontentano di esprimere un linguaggio visivo originale, ma trasformano la visione stessa del mondo. Nata in Inghilterra nel 1917, entrata in contatto con i surrealisti negli anni Trenta e successivamente emigrata in Messico durante la Seconda Guerra Mondiale, Carrington ha costruito nel corso della sua vita un universo figurativo dove mitologia, esoterismo e metamorfosi dialogano con il pensiero femminista e con una profonda ricerca interiore. La sua opera non è mai semplicemente illustrativa, ma un intreccio di simboli, racconti e forme ibride in cui umano e animale, coscienza e inconscio si compenetrano. La grande retrospettiva in corso al Musée du Luxembourg propone per la prima volta in Francia una lettura ampia e articolata di questa figura complessa e poliedrica. Organizzata su un impianto che combina criteri cronologici e tematici, la mostra restituisce la densità dell’opera di Carrington attraverso dipinti, disegni e materiali che testimoniano i suoi viaggi, le sue esplorazioni spirituali e la sua incessante capacità di reinventarsi. La curatela coglie le connessioni tra il lavoro dell’artista e l’influenza della mitologia celtica, delle arti italiane rinascimentali e delle pratiche esoteriche che l’hanno accompagnata sin dagli esordi. Nel corpo della mostra emergono opere in cui la figura umana non è più un soggetto isolato ma un elemento in trasformazione, immerso in un bestiario immaginario popolato da ibridi, animali simbolici e presenze enigmatiche. Il lavoro di Carrington mostra una tensione costante tra il reale e l’irrazionale, dove la narrazione visiva si intreccia con la psiche e dove il linguaggio pittorico diventa mezzo di accesso a dimensioni sottili dell’esperienza umana.
Il Great Paris Steeplechase torna all’Hippodrome d’Auteuil nel maggio 2026 con i migliori cavalli e fantini della scena internazionale. Una competizione storica che combina tecnica, resistenza e spettacolarità. L’appuntamento conferma Parigi come una delle capitali mondiali dell’equitazione sportiva.
La retrospettiva al Musée d’Art Moderne de Paris ricompone il percorso di Lee Miller tra avanguardia surrealista e fotografia di guerra. Dalla sperimentazione degli anni Trenta al reportage sul fronte europeo, emerge uno sguardo lucido e radicale. Un lavoro che unisce esperienza personale e testimonianza storica.
Al Palais Garnier il Ballet de l’Opéra di Parigi presenta Empreintes, una serata di creazioni firmate da Morgann Runacre-Temple, Jessica Wright e Marcos Morau che mette in dialogo danza, immagine e nuove tecnologie.
La mostra del Musée d’Art Moderne de Paris ricostruisce la figura di Maurice Girardin, collezionista e gallerista che contribuì in modo decisivo alla nascita del museo. Attraverso opere, archivi e materiali bibliografici emerge il ritratto di un mediatore culturale profondamente immerso nella Parigi delle avanguardie.