Programma: Mar 11 - 21 | Mer - Dom 11 - 19 | Lun chiuso
Biglietti: 12 € | 9 €
Luogo: Jeu de Paume
Indirizzo: 1 Place de la Concorde
Con la mostra Global Warning, la Galleria Jeu de Paume offre uno sguardo ampio e retrospettivo sull’opera di Martin Parr, attraversando oltre quattro decenni di fotografia dedicata alle contraddizioni del mondo contemporaneo. Il consumismo compulsivo, il turismo globale, la dipendenza tecnologica e le disuguaglianze sociali emergono come nodi centrali di un racconto visivo ironico, tagliente e profondamente politico. Curata da Quentin Bajac, l’esposizione riunisce circa 180 fotografie tratte dalle serie più emblematiche dell’autore, dalla fine degli anni Settanta fino ai lavori più recenti. Martin Parr (nato a Epsom, Inghilterra, nel 1952) è uno dei fotografi britannici più noti e influenti della sua generazione. Membro dell’agenzia Magnum dal 1994, ha costruito un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, fatto di colori saturi, flash diretto e composizioni ravvicinate. Il suo sguardo, solo in apparenza ironico, indaga le abitudini della classe media, i rituali del tempo libero e l’estetica del kitsch, trasformando ogni scena in una radiografia sociale. Lo stile di Parr fonde osservazione antropologica e satira visiva, restituendo al pubblico immagini che fanno sorridere e inquietano al tempo stesso. Spiagge affollate, crociere, banchetti, centri commerciali: l’ordinario diventa materiale di indagine, specchio delle nevrosi collettive e dei limiti di un modello culturale in crisi. Un catalogo pubblicato da Phaidon accompagna la mostra, con contributi di studiosi delle scienze umane che riflettono sulla natura critica del lavoro di Parr. La fotografia, in questo contesto, diventa strumento di consapevolezza e invito ad ascoltare i segnali d'allarme che attraversano il nostro tempo.
Al Palais Garnier il Ballet de l’Opéra di Parigi presenta Empreintes, una serata di creazioni firmate da Morgann Runacre-Temple, Jessica Wright e Marcos Morau che mette in dialogo danza, immagine e nuove tecnologie.
Inventore del mobile, Alexander Calder ha trasformato la scultura in un sistema di forze in equilibrio, sospeso tra leggerezza e rigore. La grande mostra parigina ripercorre l’intera traiettoria dell’artista, mettendo al centro il rapporto tra movimento, spazio e percezione. Un affondo su una ricerca che ha ridefinito l’idea stessa di forma scultorea nel Novecento.
Una grande mostra al Louvre mette a confronto Michelangelo e Auguste Rodin, due scultori separati da tre secoli ma uniti da una stessa concezione della scultura come energia del corpo.
All’Opéra Bastille torna in scena Ercole amante, opera composta nel 1707 dalla veneziana Antonia Bembo. La produzione riporta l’attenzione su una figura singolare del Barocco europeo, compositrice e cantante che trovò alla corte di Luigi XIV lo spazio per sviluppare la propria arte.