Mirddingkingathi Juwarnda Sally Gabori alla Fondation Cartier

Mirddingkingathi Juwarnda Sally Gabori alla Fondation Cartier
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Il suo nome designa il luogo di nascita - Mirdidingki, una piccola insenatura situata a Sud di Bentinck Island - e il delfino, suo antenato totemico. Nata nel 1924 sull’Isola di Bentinck, nel Golfo di Carpentaria, nell'estremo Nord del Queensland, in Australia, Mirddingkingathi Juwarnda Sally Gabori ha dedicato l’ultima parte della sua vita a racchiudere sulla tela le tradizioni dei Kaiadilt, l'ultimo popolo aborigeno dell’Australia ad aver stabilito legami duraturi con l'Europa. Prima che, nel 1948, un ciclone e un maremoto costringessero Sally Gabori e tutta la sua famiglia a trasferirsi sull'Isola di Mornington - un esilio che spazzò via in un colpo solo cultura e tradizioni di questo popolo - Sally, come molte donne Kaiadilt, si dedicava alla pesca. Solo dagli anni Novanta, dopo anni di lotta, l’Australia passò alla legislazione che finalmente riconosceva i diritti degli aborigeni. A molti di loro, e quindi anche a Sally Gabori, fu consentito di far ritorno nell’isola natale. Così, nel 2005, l’ultraottantenne Sally Gabori iniziò a dipingere tele dense di richiami a quei luoghi, alle storie, alla famiglia e alla sua gente. Attraverso queste combinazioni di colori e giochi di forme in diversi formati, nei nove anni della sua attività artistica, ha dipinto oltre 2.000 tele. La mostra ospitata alla Fondation Cartier pour l’art contemporain presenta una trentina di queste opere, incluse le tele monumentali che hanno scandito la sua carriera, come anche i tre dipinti realizzati in collaborazione con altri artisti Kaiadilt, comprese le sue figlie. Grazie ad eccezionali prestiti dalle principali gallerie australiane, la mostra consente al pubblico di scoprire lo stile di una grande maestra del colore, dalla notevole modernità pittorica, profondamente ancorata alla storia del suo popolo.
Samantha De Martin - © 2022 ARTE.it per Bulgari Hotel Paris