Programma: Mar - Gio e Dom 12 - 18 | Ven - Sab 10 - 20
Biglietti: 15 €
Luogo: Musée de la musique - Philharmonie de Paris
Indirizzo: 221 avenue Jean Jaurès
Dal 15 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 la Philharmonie de Paris dedica una grande mostra a Wassily Kandinsky, indagando il legame profondo che l’artista russo intrattenne con il linguaggio musicale. La rassegna, intitolata Kandinsky et la musique, esplora come le sinestesie e i parallelismi tra suono e colore abbiano influenzato la nascita dell’arte astratta, facendo della musica una chiave interpretativa centrale nel percorso del pittore. Dipinti, acquerelli, incisioni e documenti d’archivio dialogano con spartiti, strumenti e installazioni sonore, in un allestimento che unisce arti visive e dimensione acustica. Kandinsky, affascinato dalla potenza immateriale della musica, scrive nei suoi testi teorici che l’opera d’arte deve toccare l’anima come una composizione musicale, liberata dalla rappresentazione figurativa. La mostra sottolinea il ruolo decisivo del musicista Arnold Schönberg, con cui Kandinsky intrattenne un rapporto epistolare e creativo, condividendo l’idea di rompere le regole tradizionali per aprire nuove possibilità espressive. Accanto ai capolavori provenienti da musei internazionali come il Centre Pompidou e il Guggenheim, il percorso comprende sale immersive dove il visitatore potrà percepire le corrispondenze tra pittura e suono, tra linee e ritmo, tra colori e armonie. Non si tratta solo di illustrare un’influenza, ma di restituire la dimensione multisensoriale che Kandinsky concepì come fondamento della sua ricerca. Nel cuore di Parigi, la Philharmonie invita così a riscoprire Kandinsky come un artista che ha saputo tradurre l’esperienza musicale in visione, ponendo le basi per una nuova estetica del Novecento.
Il Palais de Tokyo di Parigi ospita Echo Delay Reverb, una collettiva che riunisce sessanta artisti per esplorare le connessioni tra Stati Uniti e mondo francofono. Opere, archivi e installazioni intrecciano teoria critica e linguaggi visivi in un percorso che riflette sugli scambi culturali e politici tra le due sponde dell’Atlantico.
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Il Renoir nascosto: il segno che dà forma al colore
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