Echo Delay Reverb: American Art and Francophone Thought
Data di apertura: 22-ott-2025
Data di chiusura: 15-feb-2026
Programma: Mer - Lun 12 - 24 | Mar chiuso
Biglietti: 12 € | 9 €
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Luogo: Palais de Tokyo
Indirizzo: 13 Avenue du Président Wilson
Palais de Tokyo presenta Echo Delay Reverb: Art américain, pensées francophones, una mostra collettiva che esplora la circolazione di forme e idee tra gli Stati Uniti e il mondo francofono. L’esposizione riunisce circa sessanta artisti, storici e contemporanei, e propone una riflessione sull’influenza reciproca tra pratica artistica e teoria critica. L’allestimento include un’ampia varietà di media - installazioni, video, fotografia, archivi - e lavori commissionati appositamente per il progetto. Figura centrale è il dialogo tra pensatori francofoni come Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jacques Derrida, Aimé Césaire, Frantz Fanon o Edouard Glissant e artisti americani che hanno ripreso, rielaborato o risposto criticamente ai loro scritti. Alcuni lavori sono omaggi, altri implicano pratiche di sottrazione o distanza rispetto ai modelli teorici. Tra gli artisti presenti si segnalano autori storici del panorama americano come Dan Graham, Hans Haacke, Theresa Hak Kyung Cha, Renée Green, Cindy Sherman, Lorna Simpson e Glenn Ligon, insieme a figure di generazioni più giovani come Tiona Nekkia McClodden, Char Jeré, Kameelah Janan Rasheed, Cici Wu. Archivi, documenti e pubblicazioni svolgono un ruolo significativo nel mostrare come le idee siano state diffuse, reinterpretate o contestate. Curata da Naomi Beckwith con James Horton, Amandine Nana e François Piron, la mostra sviluppa una narrazione che non è lineare ma articolata, oscillante tra passato teorico e presente pratico, tra memoria storica e sperimentazione dei linguaggi. L’obiettivo è mettere in luce non tanto l’influenza unidirezionale, ma una relazione di scambio continuo, spesso invisibile, che rinnova le prospettive sull’identità culturale, le norme estetiche e i linguaggi artistici stessi.
In Paname, Bilal Hamdad trasforma la città in scena sospesa, tra figure anonime e spazi urbani silenziosi. Le sue grandi tele dialogano con la storia dell’arte in un racconto emotivo e poetico sulla solitudine metropolitana.
Al Louvre, i disegni dei Carracci rivelano la nascita della Galleria Farnese, capolavoro del Barocco. Un viaggio nel laboratorio del Seicento, dove il disegno diventa architettura dell’immaginazione.
Dal 15 ottobre 2025 al 1 febbraio 2026 la Philharmonie de Paris esplora il legame tra Kandinsky e il linguaggio musicale. Dipinti, acquerelli e documenti dialogano con spartiti e installazioni sonore. Un percorso immersivo rivela come la musica abbia ispirato la nascita dell’astrazione.
Una grande retrospettiva a Parigi riporta al centro Philip Guston, l’artista che abbandonò l’astrazione per affrontare con ironia e grottesco i traumi politici e sociali degli anni Settanta. I suoi disegni satirici e i dipinti figurativi raccontano il coraggio di trasformare la pittura in strumento di critica e resistenza.