Il Musée Carnavalet - Histoire de Paris dedica una mostra a Marie de Rabutin-Chantal, marchesa de Sévigné, figura centrale della cultura letteraria francese del Seicento e testimone privilegiata della vita parigina sotto Luigi XIV. Il percorso riunisce oltre duecento opere tra lettere autografe, dipinti, disegni e oggetti, componendo un ritratto articolato di una donna che ha fatto della scrittura privata uno strumento di osservazione del mondo. Cresciuta a Parigi in un ambiente aristocratico, Madame de Sévigné è ricordata soprattutto per la sua intensa attività di autrice di lettere, indirizzate in particolare alla figlia e ad una vasta rete di interlocutori. Nei suoi testi la cronaca quotidiana si intreccia con la politica, la vita di corte e le trasformazioni urbane, restituendo un’immagine vivida e mobile della città. La mostra mette in luce come questa pratica di scrittura, lontana dall’ambizione letteraria ufficiale, sia diventata nel tempo una fonte essenziale per comprendere la società del Grand Siècle. L’allestimento dialoga con l’Hôtel Carnavalet, dimora storica della marchesa, utilizzando gli spazi del palazzo come parte integrante del racconto. Ne emerge una Parigi osservata dall’interno, fatta di relazioni, rituali sociali e linguaggi, in cui la scrittura personale assume il valore di memoria collettiva.
Il Musée d’Art Moderne de Paris dedica la prima grande retrospettiva parigina a Brion Gysin, figura irregolare dell’avanguardia del Novecento, inventore del cut-up e della Dreamachine, in dialogo con la Beat Generation e con la scena artistica internazionale.
La Visite chantée al Théâtre du Châtelet combina il racconto storico del teatro con frammenti musicali interpretati dal cantante e conferenziere Grégoire Ichou, proponendo un’esplorazione dei luoghi e della loro memoria attraverso voci e melodie.
A Parigi il Musée Jacquemart-André presenta il Rigoletto di Giuseppe Verdi in una lettura immersiva allestita nei sontuosi saloni del museo. L’opera, adattata per un piccolo ensemble e voci protagoniste, si svolge in stretta prossimità con il pubblico e si combina con una visita alla collezione d’arte.
Il concerto parigino di Laura Pausini nel novembre 2027 si inserisce in una carriera costruita sulla continuità più che sulle svolte. Le canzoni diventano materiali vivi, capaci di attraversare il tempo senza perdere senso. Un rapporto diretto con il pubblico, lontano da logiche di evento.