Raymond Pettibon, la vertigine dell'immaginario

Raymond Pettibon, la vertigine dell'immaginario
#Exhibitions
Raymond Pettibon, No title (Let ugly darkness...), 1987 | © Raymond Pettibon | Courtesy Raymond Pettibon e David Zwirner | Foto: Kerry McFate

La vertigine dell’immaginario visivo incarnata nella cultura punk emerge con urgenza nel percorso espositivo dedicato a Raymond Pettibon, dove disegni e fanzine diventano strumenti di critica spietata e visioni ironiche su un’America iconica e disillusa. La mostra Raymond Pettibon. Underground induce lo spettatore a penetrare nell’universo inquietante di un artista autodidatta che, partendo dalla scena punk della California fine anni Settanta, ha costruito un linguaggio visivo inedito, linguaggio che continua a mettere in discussione i miti, i sogni infranti e le contraddizioni del sogno americano. Conosciuto soprattutto per i suoi lavori in bianco e nero, Pettibon ha affiancato ai disegni incisivi una produzione di fanzine autoprodotte che si ispirano all’estetica del fai da te di poster, fumetti underground e newsletter punk. I testi a mano, spesso criptici o tratti da letteratura e mezzi di comunicazione di massa, agiscono come contrappunto ironico alle immagini, creando un cortocircuito narrativo che scuote il lettore. L’esposizione raccoglie settanta disegni e una dozzina di fanzine disposti in un arco temporale che abbraccia cinque decenni, offrendo un’immersione profonda nel suo universo visivo spiazzante. Il suo sguardo anti-autorità investe figure simboliche, dall’icona dell’hippie al surfista, dal politico al supereroe, fino al giocatore di baseball, restituendo un ritratto caustico di un’America che ha visto svanire ideali e affrontare tensioni sociali. La sua traiettoria, che lo ha proiettato dai flyers dei concerti punk fino alle grandi istituzioni dell’arte contemporanea, testimonia una coerenza poetica e una radicalità rara. Pettibon disturba, affascina e costringe alla riflessione su valori politici, culturali e personali, proprio come un pamphlet visivo che non lascia spazio all’indifferenza.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris