Programma: Mar - Ven 10.30 - 18 | Sab - Dom 9.30 - 18 | Lun chiuso
Biglietti: 16 €
Luogo: Musée Picasso
Indirizzo: 5 Rue de Thorigny
La vertigine dell’immaginario visivo incarnata nella cultura punk emerge con urgenza nel percorso espositivo dedicato a Raymond Pettibon, dove disegni e fanzine diventano strumenti di critica spietata e visioni ironiche su un’America iconica e disillusa. La mostra Raymond Pettibon. Underground induce lo spettatore a penetrare nell’universo inquietante di un artista autodidatta che, partendo dalla scena punk della California fine anni Settanta, ha costruito un linguaggio visivo inedito, linguaggio che continua a mettere in discussione i miti, i sogni infranti e le contraddizioni del sogno americano. Conosciuto soprattutto per i suoi lavori in bianco e nero, Pettibon ha affiancato ai disegni incisivi una produzione di fanzine autoprodotte che si ispirano all’estetica del fai da te di poster, fumetti underground e newsletter punk. I testi a mano, spesso criptici o tratti da letteratura e mezzi di comunicazione di massa, agiscono come contrappunto ironico alle immagini, creando un cortocircuito narrativo che scuote il lettore. L’esposizione raccoglie settanta disegni e una dozzina di fanzine disposti in un arco temporale che abbraccia cinque decenni, offrendo un’immersione profonda nel suo universo visivo spiazzante. Il suo sguardo anti-autorità investe figure simboliche, dall’icona dell’hippie al surfista, dal politico al supereroe, fino al giocatore di baseball, restituendo un ritratto caustico di un’America che ha visto svanire ideali e affrontare tensioni sociali. La sua traiettoria, che lo ha proiettato dai flyers dei concerti punk fino alle grandi istituzioni dell’arte contemporanea, testimonia una coerenza poetica e una radicalità rara. Pettibon disturba, affascina e costringe alla riflessione su valori politici, culturali e personali, proprio come un pamphlet visivo che non lascia spazio all’indifferenza.
Al Théâtre du Châtelet di Parigi una nuova produzione di La Cage aux Folles, diretta da Olivier Py con Laurent Lafitte nel ruolo di Albin/Zaza. Tra humour e spettacolo, il musical affronta identità, diversità e famiglia, confermando la sua attualità universale.
Una grande retrospettiva a Parigi riporta al centro Philip Guston, l’artista che abbandonò l’astrazione per affrontare con ironia e grottesco i traumi politici e sociali degli anni Settanta. I suoi disegni satirici e i dipinti figurativi raccontano il coraggio di trasformare la pittura in strumento di critica e resistenza.
Al Grand Palais di Parigi, dal 24 marzo al 2 agosto 2026, una grande retrospettiva esplora l’ultimo Matisse. Oltre duecento opere raccontano come la malattia e l’immobilità si trasformino in energia creativa. I cut-out diventano la sua rivoluzione silenziosa, capace di ridefinire il rapporto fra colore, forma e spazio.
All’Orangerie di Parigi, una mostra riscopre Henri Rousseau come protagonista consapevole della modernità. Tra ingenuità e ambizione, il sogno del “doganiere” diventa la dichiarazione più audace della pittura moderna.