Programma: Mar / Mer / Ven / Sab / Dom 9.30 - 18 | Gio 9.30 - 21.45 | Lun chiuso
Luogo: Musée d’Orsay
Indirizzo: 1 Rue de la Légion d’Honneur
Prima di diventare uno dei simboli più riconoscibili del mondo contemporaneo, la Statua della Libertà fu un progetto complesso, nato dall’incontro tra ambizione artistica, ingegneria e diplomazia internazionale. Una mostra al Musée d’Orsay ripercorre la storia di questo monumento attraverso la figura del suo autore, lo scultore alsaziano Auguste Bartholdi. L’esposizione, intitolata La Liberté éclairant le monde, propone una rilettura del lavoro di Bartholdi e del contesto culturale e politico in cui prese forma la statua destinata a diventare l’emblema dell’ingresso del porto di New York. L’opera, inaugurata nel 1886, nasce infatti all’interno del clima di amicizia politica tra Francia e Stati Uniti e si inserisce nella lunga stagione della scultura monumentale che caratterizza la seconda metà dell’Ottocento. Il percorso della mostra segue le diverse fasi della progettazione della statua, dalle prime idee elaborate negli anni Sessanta del XIX secolo fino alla realizzazione finale. In origine Bartholdi aveva immaginato una grande figura allegorica destinata al Canale di Suez. Solo successivamente il progetto si trasformò in un monumento dedicato alla Libertà e all’indipendenza americana, pensato come dono della Francia per celebrare il centenario della nascita degli Stati Uniti. Accanto alla dimensione simbolica, l’esposizione ricostruisce anche la complessità tecnica dell’impresa. Con i suoi 46 metri di altezza senza piedistallo, la statua rappresentava all’epoca una sfida ingegneristica senza precedenti. Dopo la morte dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc, il progetto strutturale fu affidato a Gustave Eiffel, che progettò l’ossatura metallica destinata a sostenere il rivestimento in lastre di rame modellate negli atelier parigini. La mostra dedica spazio anche alla circolazione dell’immagine della statua prima ancora della sua inaugurazione. Parti del monumento furono esposte in Europa e negli Stati Uniti per promuovere la raccolta dei fondi necessari alla costruzione, mentre la stampa illustrata contribuì a trasformare progressivamente la figura della Libertà in un’icona internazionale. Il racconto si conclude con il trasferimento della statua a New York e con l’inaugurazione ufficiale del 28 ottobre 1886, quando la Liberté éclairant le monde si affermò definitivamente come simbolo politico e culturale capace di superare il contesto storico in cui era nata.
Inventore del mobile, Alexander Calder ha trasformato la scultura in un sistema di forze in equilibrio, sospeso tra leggerezza e rigore. La grande mostra parigina ripercorre l’intera traiettoria dell’artista, mettendo al centro il rapporto tra movimento, spazio e percezione. Un affondo su una ricerca che ha ridefinito l’idea stessa di forma scultorea nel Novecento.
A Parigi il Musée Jacquemart-André presenta il Rigoletto di Giuseppe Verdi in una lettura immersiva allestita nei sontuosi saloni del museo. L’opera, adattata per un piccolo ensemble e voci protagoniste, si svolge in stretta prossimità con il pubblico e si combina con una visita alla collezione d’arte.
Al Palais Garnier il Ballet de l’Opéra di Parigi presenta Empreintes, una serata di creazioni firmate da Morgann Runacre-Temple, Jessica Wright e Marcos Morau che mette in dialogo danza, immagine e nuove tecnologie.
Una grande mostra al Louvre mette a confronto Michelangelo e Auguste Rodin, due scultori separati da tre secoli ma uniti da una stessa concezione della scultura come energia del corpo.