Programma: Mar / Mer / Gio / Dom 10 - 18 | Ven / Sab 10 - 20 | Lun chiuso
Biglietti: 12 € | 10 €
Luogo: Petit Palais
Indirizzo: Avenue Winston Churchill
Una città silenziosa diventa scena, e la solitudine urbana si fa visibile tra edifici e figure fugaci. È questa la chiave dell’esperienza proposta da Bilal Hamdad alla sua mostra Paname al Petit Palais, dove i grandi oli su tela trasportano lo spettatore nel cuore della metropoli, catturando quelle presenze solitarie che sfuggono al trambusto cittadino. Autore autodidatta formatosi alla Scuola di Belle Arti di Sidi Bel Abbes e poi alla Scuola di Belle Arti di Parigi, Hamdad dà vita ad una pittura che nasce dalla fotografia dal vivo: scene parigine, spesso trattenute da uno scatto immediato, diventano dipinti in cui figure anonime emergono come specchi dell’isolamento contemporaneo. Il contrasto tra la folla urbana e l’individuo solitario si fa potente ed emotivo su grandi formati. L’esposizione presenta una ventina di opere selezionate, inclusi due nuovi quadri realizzati appositamente per questa occasione, che dialogano con la collezione permanente del museo. Hamdad riflette sui Maestri del passato come Rubens, Manet e Courbet, tessendo riferimenti all’interno del proprio linguaggio. In Miroir des Astres (2024) si coglie un’eleganza barocca, mentre Sérénité d’une ombre (2024) riecheggia la composizione di un’inanimata natura morta, con rimandi a Manet. Il risultato è un invito a guardare nuovamente, a vedere la città non come sfondo, ma come luogo di tensioni interne e di enigmi quotidiani, dove la solitudine diventa lente per leggere i paradossi del nostro tempo. L’esposizione è stata curata dalla direttrice del Petit Palais, Annick Lemoine, con la supervisione scientifica di Sixtine de Saint Léger, e realizzata in collaborazione con la Galerie Templon.
Al Louvre, i disegni dei Carracci rivelano la nascita della Galleria Farnese, capolavoro del Barocco. Un viaggio nel laboratorio del Seicento, dove il disegno diventa architettura dell’immaginazione.
Il Musée d’Orsay presenta Point de départ, mostra dedicata a Bridget Riley che esplora le origini del suo linguaggio visivo. L’influenza di Georges Seurat e la nascita dell’Op Art vengono messe in dialogo attraverso opere e studi preparatori. Un viaggio alle radici di uno stile che ha trasformato la percezione in esperienza attiva.
Al Théâtre du Châtelet di Parigi una nuova produzione di La Cage aux Folles, diretta da Olivier Py con Laurent Lafitte nel ruolo di Albin/Zaza. Tra humour e spettacolo, il musical affronta identità, diversità e famiglia, confermando la sua attualità universale.