L'enigma della quotidianità

L'enigma della quotidianità
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Courtesy © Bilal Hamdad

Una città silenziosa diventa scena, e la solitudine urbana si fa visibile tra edifici e figure fugaci. È questa la chiave dell’esperienza proposta da Bilal Hamdad alla sua mostra Paname al Petit Palais, dove i grandi oli su tela trasportano lo spettatore nel cuore della metropoli, catturando quelle presenze solitarie che sfuggono al trambusto cittadino. Autore autodidatta formatosi alla Scuola di Belle Arti di Sidi Bel Abbes e poi alla Scuola di Belle Arti di Parigi, Hamdad dà vita ad una pittura che nasce dalla fotografia dal vivo: scene parigine, spesso trattenute da uno scatto immediato, diventano dipinti in cui figure anonime emergono come specchi dell’isolamento contemporaneo. Il contrasto tra la folla urbana e l’individuo solitario si fa potente ed emotivo su grandi formati. L’esposizione presenta una ventina di opere selezionate, inclusi due nuovi quadri realizzati appositamente per questa occasione, che dialogano con la collezione permanente del museo. Hamdad riflette sui Maestri del passato come Rubens, Manet e Courbet, tessendo riferimenti all’interno del proprio linguaggio. In Miroir des Astres (2024) si coglie un’eleganza barocca, mentre Sérénité d’une ombre (2024) riecheggia la composizione di un’inanimata natura morta, con rimandi a Manet. Il risultato è un invito a guardare nuovamente, a vedere la città non come sfondo, ma come luogo di tensioni interne e di enigmi quotidiani, dove la solitudine diventa lente per leggere i paradossi del nostro tempo. L’esposizione è stata curata dalla direttrice del Petit Palais, Annick Lemoine, con la supervisione scientifica di Sixtine de Saint Léger, e realizzata in collaborazione con la Galerie Templon.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris