Programma: Mar - Ven 16 - 19 | Sab 10 - 19 | Dom 10 - 18
Biglietti: 15 € | 11 €
Luogo: Philharmonie de Paris
Indirizzo: 221 avenue Jean-Jaurès
Alla Philharmonie de Paris, nell’Espace d’exposition della Cité de la musique, Playing with Fire propone un modo nuovo di avvicinarsi alla performance musicale classica, attraversando i confini tra realtà fisica e immaginario digitale. L’installazione, in scena fino al 3 maggio 2026, combina l’interpretazione pianistica di Yuja Wang con elementi di mixed e virtual reality, consentendo al pubblico di muoversi liberamente nello spazio ed osservare da vicino i gesti, la concentrazione e il rapporto tra musicista e repertorio. La struttura di Playing with Fire alterna fasi di realtà mista e virtuale: mentre la presenza della pianista è ricreata attraverso tecnologia immersiva, un pianoforte Steinway Spirio riproduce con precisione acustica le performance, sincronizzato con rappresentazioni visive che evolvono in risposta alla musica. Il repertorio comprende pezzi selezionati da Bach a Chopin, Debussy, Prokofiev e Stravinsky, attraversando epoche e stili in un dialogo continuo tra suono e immagine. L’esperienza è stata concepita per avvicinare il pubblico non solo all’opera di una delle pianiste più acclamate a livello internazionale, ma anche al processo creativo che anima l’interpretazione musicale. Le tecnologie impiegate servono a rendere tangibile ciò che spesso resta invisibile in un concerto tradizionale, dando forma all’esperienza emotiva e mentale dell’artista. Playing with Fire si colloca così nel solco di progetti che esplorano il rapporto tra arte, tecnologia e percezione, offrendo una riflessione sulle potenzialità narrative e sensoriali della musica dal vivo.
Il concerto parigino di Laura Pausini nel novembre 2027 si inserisce in una carriera costruita sulla continuità più che sulle svolte. Le canzoni diventano materiali vivi, capaci di attraversare il tempo senza perdere senso. Un rapporto diretto con il pubblico, lontano da logiche di evento.
Inventore del mobile, Alexander Calder ha trasformato la scultura in un sistema di forze in equilibrio, sospeso tra leggerezza e rigore. La grande mostra parigina ripercorre l’intera traiettoria dell’artista, mettendo al centro il rapporto tra movimento, spazio e percezione. Un affondo su una ricerca che ha ridefinito l’idea stessa di forma scultorea nel Novecento.
Al Petit Palais di Parigi una mostra ripercorre oltre un secolo di ritratti e autoritratti d’artista, mettendo in dialogo le collezioni storiche del museo con lo sguardo di una generazione di artiste contemporanee.
All’Opéra Bastille torna in scena Ercole amante, opera composta nel 1707 dalla veneziana Antonia Bembo. La produzione riporta l’attenzione su una figura singolare del Barocco europeo, compositrice e cantante che trovò alla corte di Luigi XIV lo spazio per sviluppare la propria arte.