Paul Cézanne non è soltanto uno dei grandi Maestri della pittura moderna. È un artista che, da oltre un secolo, continua ad essere reinterpretato, discusso e riscoperto da generazioni di pittori. È da questa prospettiva che nasce la mostra dedicata al Maestro di Aix-en-Provence, un progetto che non si limita a raccontarne l'opera, ma ne ricostruisce la straordinaria eredità attraverso lo sguardo degli artisti che, dal suo tempo fino ai giorni nostri, ne hanno fatto un punto di riferimento imprescindibile. Il percorso propone un approccio originale: non racconta soltanto chi fosse Cézanne, ma soprattutto quale Cézanne sia stato visto, compreso e assimilato nel corso della storia. La mostra segue infatti l'evoluzione della sua fortuna critica e collezionistica, dagli anni Ottanta dell'Ottocento, quando l'artista viveva quasi appartato ad Aix-en-Provence e molti si chiedevano persino se esistesse davvero, fino alla nascita del "mito Cézanne", consacrato nel Novecento come padre fondatore della modernità pittorica. L'esposizione ricostruisce i momenti decisivi di questa affermazione. Un ruolo fondamentale è affidato alle prime reti di collezionisti e artisti che ne acquistarono le opere grazie al mercante Père Tanguy, quando Cézanne aveva ormai smesso di esporre regolarmente. Seguono le storiche mostre organizzate da Ambroise Vollard tra il 1895 e il 1901, il fondamentale ingresso di due dipinti nelle collezioni del Musée du Luxembourg grazie al lascito Caillebotte e, successivamente, le grandi retrospettive del Salon d'Automne e le prime esposizioni internazionali che contribuirono a diffonderne definitivamente la fama. È proprio attraverso questi passaggi che Cézanne diventa il punto di riferimento per le avanguardie europee del primo Novecento. L'esposizione evidenzia tuttavia come la sua influenza non possa essere ridotta al solo rapporto con l'Impressionismo o con la nascita del Cubismo. Il percorso propone infatti una rilettura più articolata, che inserisce il pittore anche nella cultura simbolista, ricordando, ad esempio, l'omaggio che Maurice Denis gli dedicò già nel 1900, e mostrando come la sua opera abbia generato interpretazioni differenti e spesso contrastanti. Questa pluralità di letture costituisce il cuore del progetto espositivo. Cézanne emerge come un artista continuamente reinterpretato, il cui linguaggio ha alimentato percorsi anche molto distanti tra loro: dalle avanguardie storiche alle ricerche del secondo dopoguerra, dall'astrazione lirica alla pittura Hard-Edge, fino agli sviluppi dell'arte contemporanea e alle riflessioni del Postmodernismo. Più che un modello unico, Cézanne appare così come un inesauribile laboratorio di idee, capace di offrire ogni volta nuove possibilità di lettura. Il percorso alterna la ricostruzione di celebri allestimenti storici a confronti diretti tra opere di epoche differenti, creando un dialogo continuo tra il Maestro francese e gli artisti che ne hanno raccolto l'eredità. Ne emerge una storia complessa, nella quale il linguaggio di Cézanne continua a trasformarsi senza mai perdere la propria forza originaria.
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