Tra i nomi emergenti della pittura britannica, Emma Prempeh ha costruito in pochi anni una ricerca riconoscibile per la capacità di trasformare la memoria in immagine. Nata a Londra da una famiglia di origine ghanese, l'artista indaga il rapporto tra casa, identità e diaspora attraverso dipinti sospesi tra esperienza vissuta e ricostruzione interiore. Con The Domain of the Stranger, la sua prima mostra personale alla Galleria Perrotin di Parigi, presenta un nuovo corpus di opere dedicato ai luoghi - reali e mentali - dell'appartenenza. Il titolo della mostra allude ad una condizione più che ad un luogo: quella di chi vive tra identità diverse senza appartenere completamente a nessuna. Prempeh non affronta questo tema attraverso il racconto autobiografico, ma costruendo immagini che evocano ricordi, legami familiari e paesaggi interiori. Stanze silenziose, figure appena accennate, finestre aperte sul mare e dettagli domestici diventano frammenti di una geografia emotiva in cui la memoria conta più della cronaca. La pittura di Prempeh si distingue per una tavolozza intensa e superfici ricche di materia, capaci di trasformare ogni ambiente in uno spazio sospeso tra presenza e assenza. Come osserva Brice Yonkeu nel saggio che accompagna la mostra, le sue opere rifiutano di rispondere alla domanda "Da dove vieni davvero?". Non indicano una destinazione né un'origine definitiva, ma si soffermano sulla soglia, su quel territorio incerto in cui identità e ricordi continuano a ridefinirsi. The Domain of the Stranger restituisce così il ritratto di un'artista che affronta il tema dell'appartenenza senza offrire risposte univoche, lasciando che siano le immagini a raccontare la complessità dell'esperienza contemporanea.
Leandro Erlich porta a Parigi l'universo instabile della percezione
Il Grand Palais ospita la prima grande retrospettiva francese dedicata a Leandro Erlich. La mostra riunisce installazioni monumentali e ambienti immersivi che trasformano scale, ascensori, finestre e facciate urbane in esperienze capaci di mettere in crisi la percezione dello spazio e della realtà.
Il Musée Guimet dedica una grande mostra al chaekgeori, l'affascinante arte coreana del trompe-l'œil nata nel XVIII secolo. Un viaggio tra biblioteche immaginarie, illusioni prospettiche e scambi culturali tra Corea, Cina ed Europa.
Al Musée de l'Orangerie, il centenario delle Nymphéas di Monet diventa il punto di partenza per rileggere il 1927. Oltre 150 opere, film, fotografie e documenti ricostruiscono un anno in cui arte, cinema, design e società si intrecciano tra avanguardie, jazz, modernità e tensioni politiche.
Da Vivaldi a Cinecittà, il viaggio della musica italiana
Il Théâtre du Châtelet celebra tre secoli di musica italiana con Il Virtuoso Italiano, un concerto che unisce Vivaldi, il belcanto e le colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone. Protagonista il violoncellista Christian-Pierre La Marca con l'Orchestre de chambre de Paris.