La storia dell'arte moderna è popolata di artisti diventati celebri. Molto più raramente ricorda coloro che, nell'ombra, hanno contribuito a renderne possibile la nascita. È il caso di Gustave Fayet (1865 - 1925), pittore, collezionista, mecenate, editore e imprenditore culturale, protagonista della grande mostra che la Fondation Louis Vuitton presenta dal 9 ottobre 2026 all'8 marzo 2027. L'esposizione restituisce finalmente il ritratto di una figura decisiva, il cui nome è rimasto a lungo oscurato dalla straordinaria collezione che riuscì a riunire. Con oltre duecento opere di Paul Gauguin, dipinti di Paul Cézanne, Odilon Redon, Vincent van Gogh e molti altri protagonisti dell'avanguardia europea, Fayet costruì una delle più importanti collezioni private del suo tempo. Il celebre "Salon Gauguin" del suo appartamento parigino divenne un luogo di incontro per artisti, critici e collezionisti, contribuendo in maniera determinante alla diffusione della pittura postimpressionista e simbolista. Ma la mostra della Fondation Louis Vuitton va oltre il racconto del grande collezionista: per la prima volta mette sullo stesso piano il creatore e il promotore dell'arte moderna. Nato a Béziers nel 1865, Gustave Fayet apparteneva ad una famiglia di imprenditori del sud della Francia. Fin da giovane sviluppò una doppia vocazione, quella di pittore e quella di collezionista, scegliendo di sostenere artisti ancora poco riconosciuti dal mercato. Acquistava opere, le rivendeva per finanziare nuovi acquisti e costruiva così una collezione guidata non dal gusto decorativo, ma da una precisa visione della modernità. Un metodo che gli consentì di anticipare il giudizio della critica e di riconoscere il valore di artisti destinati a cambiare il corso della storia dell'arte. L'esposizione ripercorre entrambe le anime di Fayet. Da una parte il collezionista capace di intuire il talento di Gauguin, Redon e Cézanne quando ancora non erano universalmente celebrati, dall'altra il pittore, il decoratore e il progettista di arti applicate, autore di paesaggi, progetti decorativi, ceramiche, tessuti e arredi che testimoniano un'idea dell'arte come esperienza totale. La sua attività si estende infatti ben oltre la pittura, coinvolgendo il libro illustrato, il design d'interni e le arti decorative, secondo una visione perfettamente coerente con il clima culturale della Belle Époque. La mostra si inserisce nel ciclo delle esposizioni Icônes de l'art moderne, con cui la Fondation Louis Vuitton continua ad esplorare le figure che hanno contribuito alla nascita della modernità artistica. In questo caso l'attenzione non è rivolta soltanto agli artisti, ma anche a chi ne ha sostenuto il percorso attraverso il collezionismo, il mecenatismo e una straordinaria capacità di creare relazioni tra opere, persone e idee.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris