Kerry James Marshall, un'altra storia

Kerry James Marshall, un'altra storia
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Kerry James Marshall, School of Beauty, School of Culture, 2012, Birmingham Museum of Art, Alabama | Courtesy © Kerry James Marshall and Jack Shainman Gallery, New York | Foto: M. Sean Pathasema

Per oltre quarant'anni Kerry James Marshall ha riscritto la storia della pittura occidentale partendo da una domanda tanto semplice quanto radicale: chi è stato escluso dalle immagini che hanno costruito la nostra memoria collettiva? È attorno a questa riflessione che ruota Kerry James Marshall: The Histories, la prima grande mostra mai dedicata in Francia all'artista americano, ospitata dal Musée d'Art Moderne de Paris dal 18 settembre 2026 al 24 gennaio 2027. Organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con la Kunsthaus Zürich e il museo parigino, l'esposizione riunisce circa settanta opere, tra cui otto dipinti inediti realizzati appositamente per questa occasione, offrendo il più ampio percorso mai presentato in Francia sull'opera di uno dei protagonisti assoluti della pittura contemporanea. Nato nel 1955 a Birmingham, in Alabama, Kerry James Marshall ha costruito un linguaggio pittorico che mette al centro la presenza delle persone nere nella storia dell'arte. Le sue tele monumentali trasformano scene di vita quotidiana - un salone di bellezza, un parco pubblico, un interno domestico - in immagini di straordinaria forza simbolica, capaci di dialogare con i grandi modelli della tradizione europea. L'artista guarda a Manet, Caillebotte, Seurat e alla pittura francese dell'Ottocento, ma anche al fumetto, alla cultura popolare, all'Afrofuturismo e alla fantascienza, costruendo un immaginario nel quale la rappresentazione diventa uno strumento di riscrittura storica. L'esposizione segue un percorso cronologico e tematico articolato in undici nuclei che attraversano oltre quattro decenni di attività. Si apre con le opere degli anni Ottanta, tra cui Invisible Man (1986), ispirata al celebre romanzo di Ralph Ellison. Fin dagli esordi Marshall affronta il problema della visibilità delle figure nere nella storia dell'arte, utilizzando una complessa gamma di pigmenti scuri che obbliga lo spettatore a confrontarsi con il proprio modo di guardare e con i codici della rappresentazione occidentale. Un'intera sezione è dedicata alla memoria del Middle Passage, la traversata atlantica che deportò milioni di africani ridotti in schiavitù verso le Americhe. Marshall affronta questo capitolo fondamentale della storia senza ricorrere alla rappresentazione diretta della violenza, preferendo evocare le conseguenze culturali, sociali e identitarie di quella tragedia attraverso immagini di grande intensità poetica. Accanto ai temi storici trovano spazio le scene della quotidianità contemporanea. I celebri dipinti ambientati nei saloni di parrucchieri e di bellezza, nei giardini pubblici e negli spazi urbani restituiscono dignità monumentale ad esperienze normalmente escluse dalla grande pittura. Così facendo Marshall colma un vuoto iconografico secolare, mostrando come la vita delle comunità afroamericane possa occupare lo stesso spazio simbolico riservato ai soggetti canonici della tradizione europea. Il percorso comprende inoltre la serie Souvenirs, dedicata alla memoria del movimento americano per i diritti civili, le eleganti tele del ciclo Vignette, che fondono l'estetica rococò con quella delle tradizionali cartoline augurali americane, e Wake, grande scultura in continua evoluzione che viene arricchita di nuovi elementi ogni volta che viene esposta. Un altro nucleo affronta la ricostruzione immaginaria di figure storiche nere come Harriet Tubman e Scipio Moorhead, interrogandosi su come sia possibile creare un ritratto quando la storia non ha lasciato immagini o documenti dei suoi protagonisti. Le sale finali raccontano l'interesse di Marshall per l'insegnamento artistico e per le istituzioni culturali. Tra le opere più significative figura The Academy (2012), nella quale un modello durante una lezione di disegno dal vero alza il pugno nel gesto del Black Power, mettendo in dialogo la tradizione accademica con la storia delle lotte per i diritti civili. L'esposizione si conclude con otto dipinti completamente inediti che affrontano episodi poco conosciuti della storia africana, soffermandosi anche sul ruolo svolto da alcuni regni e intermediari africani nella tratta transatlantica degli schiavi, ampliando ulteriormente la riflessione sulla complessità della memoria storica.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris