Programma: Mar 11 - 21 | Mer - Dom 11 - 19 | Lun chiuso
Luogo: Jeu de Paume
Indirizzo: 1 Place de la Concorde
La Jeu de Paume presenta una mostra che esplora il rapporto tra immagine e sentimento attraverso oltre un secolo di fotografia. L’esposizione indaga come un medium apparentemente legato alla superficie possa invece raccontare l’interiorità, l’attimo emotivo e il gesto che tradiscono la presenza di un’emozione. Attraverso un percorso non cronologico ma tematico, la mostra riunisce fotografie d’arte, documentarie e scientifiche, accanto a scatti anonimi e materiali d’archivio. Le sezioni affrontano il modo in cui l’emozione si manifesta nel volto, nel corpo o nel movimento, e come la tecnica fotografica - dal tempo di esposizione alla post-produzione digitale - possa amplificare o dissolvere la percezione del sentimento. L’allestimento invita a leggere la fotografia come un linguaggio capace di rendere visibile l’invisibile, di catturare ciò che sfugge: un tremore, un’esitazione, un momento di intensità. L’ampio arco temporale, dal XIX secolo alle ricerche contemporanee, restituisce la varietà di approcci con cui artisti e studiosi hanno cercato di comprendere la natura mutevole delle emozioni. In occasione del bicentenario della fotografia, Une histoire photographique des émotions propone così una riflessione sulla sua dimensione più fragile e universale: quella che unisce la visione alla sensibilità umana, ricordando che ogni immagine è, in fondo, una traccia emotiva del tempo.
Leandro Erlich porta a Parigi l'universo instabile della percezione
Il Grand Palais ospita la prima grande retrospettiva francese dedicata a Leandro Erlich. La mostra riunisce installazioni monumentali e ambienti immersivi che trasformano scale, ascensori, finestre e facciate urbane in esperienze capaci di mettere in crisi la percezione dello spazio e della realtà.
Alla galleria Perrotin di Parigi, Emma Prempeh presenta The Domain of the Stranger, la sua prima mostra personale nella capitale francese. Attraverso dipinti che intrecciano memoria, diaspora e identità, l'artista britannica di origini ghanesi esplora quel territorio sospeso in cui la casa non è un luogo, ma un'esperienza in continua trasformazione.
Con Waterfall, Jennifer Guidi porta alla Gagosian di Parigi un nuovo ciclo di dipinti ispirati a cascate, oceani e paesaggi interiori. Tra astrazione e contemplazione, la natura diventa un'esperienza percettiva costruita attraverso luce, colore e materia.
Al Musée de l'Orangerie, il centenario delle Nymphéas di Monet diventa il punto di partenza per rileggere il 1927. Oltre 150 opere, film, fotografie e documenti ricostruiscono un anno in cui arte, cinema, design e società si intrecciano tra avanguardie, jazz, modernità e tensioni politiche.