Arte o arredamento? L’altra faccia dell’Impressionismo si svela all’Orangerie

Arte o arredamento? L’altra faccia dell’Impressionismo si svela all’Orangerie
#Exhibitions

“Dipingere i muri è stato il sogno della mia vita”, confessò una volta Edgar Degas. A dispetto delle apparenze, interior design e pittura en plein air vanno a braccetto nell’esperienza degli Impressionisti: lo svela un’illuminante mostra in corso al Musée de l’Orangerie, la “casa” del ciclo delle Ninfee di Claude Monet che non a caso è noto anche come Grand Décoration. Arrivano da musei e collezioni di tutto il mondo gli 80 dipinti, disegni, bassorilievi, ceramiche e ventagli d’autore riuniti alle Tuileries, per raccontarci come per i pittori della luce l’arte fosse fatta per il piacere dell’occhio e in primo luogo per “rallegrare le pareti”, come era solito ripetere Renoir. Insieme a lui e a Monet, ad illustrare questo aspetto poco conosciuto ma avvincente della pittura impressionista al Musée dell’Orangerie sono maestri come Degas, Berthe Morisot, Mary Cassatt, Paul Cézanne, Edouard Manet, Camille Pissarro. Che abbiano dipinto fiori o ritratti, paesaggi di campagna o scene di vita moderna, questi artisti hanno messo alla prova i propri talenti su ogni genere di oggetto e superficie, decisi a portare una ventata di bellezza nella vita di tutti i giorni.
Francesca Grego - © 2022 ARTE.it per Bulgari Hotel Paris