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Jannis Kounellis e il teatro
#Art

Jannis Kounellis, greco di nascita, romano di adozione, amava farsi chiamare Gianni per ribadire il suo forte attaccamento all’Italia. Nell’arte è stato un pioniere di quelle ricerche che hanno radicalmente modificato il rapporto tra l’opera e chi la osserva, lasciando sempre una traccia profonda: da pittore era riuscito ad “uscire dal quadro”, considerando lo spazio intorno a sé come una tela bianca da dipingere. Il MAXXI dedica un omaggio al grande Maestro esponendo 3 lavori fortemente connessi a quell’ambito della ricerca di Kounellis incentrato sul teatro. Opere di straordinaria potenza e suggestive, caratterizzate da una continua tensione tra forza e precarietà e capaci di instaurare una profonda relazione di empatia con l’ambiente circostante, spazio espositivo e scenico allo stesso tempo. Ad esempio in Senza titolo (Notte) del 1996 grandi lettere dipinte di nero si muovono nello spazio e si poggiano a terra in un equilibrio all’apparenza precario. L’occhio vede, prima ancora di leggere e la carica drammatica colpisce ancor prima che la mente ricomponga le lettere nella parola "Notte".
Viola Canova - © 2024 ARTE.it per Bulgari Hotel Roma