Al Chronus Art Center l’arte riflette sulla rivoluzione digitale

Al Chronus Art Center l’arte riflette sulla rivoluzione digitale
#Art

Avete mai visto una macchina da cucire che tenta di emulare il lavoro di un antico fonografo? E uno strumento che tenta di farsi testimone dell'alba dell'universo? Ad accogliere i visitatori con questi strani oggetti sono gli artisti Ralf Baecker, Arthur Ganson, Martin Howse, Li Xuezhi, Fito Segrera e Zhang Hua che presentano le loro creazioni al Chronus Art Center. Just What Is It That Makes Today’s Computers So Intriguing, So Nonsensical? richiama, attraverso opere rappresentative potenziate da tecnologie artistiche e critiche, un alone di malcontento contro il popolare, la moda e il mercato, trasformando il concetto di utilità tecnologica in qualcosa di straniante, prendendo di mira la tecnologia pervasiva. L’esposizione richiama nel titolo un evento sensazionale che si era svolto nel 1956 alla galleria Whitechapel di Londra: This is Tomorrow. Just What is it That Makes Today's Homes so Different, so Appealing? La locandina della mostra di allora, in seguito divenuta anche il segno di un'era di prolifico consumismo, era un collage realizzato dall'artista britannico Richard Hamilton, a cui si sarebbe ispirato il movimento di Pop Art d’Oltreoceano. Come avrebbe spiegato l’artista nel 1990, il collage era la sintesi di varie influenze che stavano iniziando a plasmare la Gran Bretagna del dopoguerra. Se a metà degli anni Cinquanta il mondo in evoluzione era permeato da un’ondata di ottimismo, la seconda decade del XX secolo, sembra perpetuamente impantanata nel vortice della rivoluzione digitale, nell’utilizzo insaziabile di macchine computerizzate.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai