Ci sono paesaggi che sembrano appartenere più alla memoria che alla geografia reale: stanze silenziose, giardini sospesi, frammenti di immagini che affiorano come ricordi incompleti. È dentro questa dimensione fragile e poetica che si muove la pittura di Christiane Pooley, protagonista della mostra Trilla alla Perrotin di Shanghai. Nata nel 1983 a Temuco, in Cile, e oggi residente a Parigi, Pooley costruisce dipinti in cui memoria, immagini d’archivio e percezione si sovrappongono in spazi in bilico tra realtà e sogno. Dopo gli studi alla Pontificia Universidad Católica del Cile e al Chelsea College of Art and Design di Londra, l’artista ha sviluppato una ricerca incentrata sul paesaggio come luogo emotivo, attraversato da temi come identità, appartenenza e nostalgia. I suoi lavori combinano dettagli concreti ed elementi più astratti, generando un sottile senso di instabilità e straniamento. L’artista aveva già presentato due mostre collettive alla sede di Shanghai nel 2023, consolidando un dialogo con la città che prosegue ora con Trilla, progetto che sembra continuare la sua riflessione sulle tracce invisibili custodite dai luoghi e dal corpo.
Tra ghiacci antartici e atolli della Polinesia, l'artista trasforma il paesaggio in un'esperienza contemplativa che riflette sul tempo, la natura e il nostro posto nel mondo.
Al Long Museum di Shanghai, Wallace Chan trasforma il titanio in monumentali sculture che intrecciano mito, spiritualità e innovazione, invitando il pubblico ad un viaggio tra materia e immaginazione.