Pennello acceso e fotogramma in corsa: la nuova fase di Huang mette in cortocircuito pittura e immagine in movimento. In mostra, tele che nascono da sequenze video e ritorni di segno, accanto ad installazioni e materiali d’archivio che mappano il passaggio dell’artista verso una pratica più sperimentale. Non si tratta di “illustrare” il cinema sulla tela, ma di far reagire i due linguaggi: l’immagine scorre, si stratifica, viene fermata, ridipinta, rilanciata in loop fino a diventare superficie densa, quasi una pelle di tempi sovrapposti. Il video non è supporto ma controcanto, la pittura, invece, è editing analogico, gesto che monta e smonta il flusso. L’archivio - appunti, frame, prove - restituisce il laboratorio di questa transizione, dove ogni livello resta visibile come in una cronologia aperta. “Non sono sicuro di cosa diventerà la pittura alla fine, ma continuo a dipingere intensamente sulle immagini che si accumulano continuamente...”, confida Huang: un mantra che qui diventa metodo, e forse, una nuova definizione di pittura.
Irena Haiduk trasforma il Rockbund Art Museum in un set partecipativo dove arte, finzione e realtà si intrecciano. Un film in produzione che coinvolge il pubblico in una nuova economia narrativa.
Un hotel senza personale, tra algoritmi e simulazione: l’arte visionaria di Lawrence Lek ci porta in un futuro automatizzato dove il lusso sfiora l’alienazione.
Otto artisti esplorano l’intimità del piccolo formato, trasformando pittura, scultura e segni quotidiani in visioni poetiche e atti di resistenza silenziosa.
Executed with precision and artistry, the holiday programme, from dining to décor and gifts, is a celebration for the senses, inviting guests to gather with those closest to them.