Programma: Mar - Sab 10 - 18 (solo su appuntamento) | Dom - Lun chiuso
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Luogo: Capsule Shanghai
Indirizzo: 1st Floor, Building 16, Anfu Lu 275 Nong, Xuhui District
Una tenda che si monta e si smonta, oggetti quotidiani trasformati in tracce di memoria, immagini che rallentano lo sguardo: nella sua nuova mostra Luca Campestri riflette sull’idea di casa come condizione mobile, fragile e in continuo mutamento. L’artista costruisce un percorso che intreccia scultura, fotografia e installazione per indagare i gesti minimi e le tensioni emotive che definiscono l’abitare. Al centro della ricerca emerge la tenda, simbolo di un rifugio temporaneo e nomade, continuamente ricostruito e abbandonato. In questo scenario, anche le azioni più semplici diventano rituali carichi di significato: un set di posate da campeggio inciso con la frase “I need to remember to water the plants” trasforma un promemoria domestico in una meditazione sulla cura e sulla responsabilità quotidiana. Il progetto si sviluppa anche attraverso VD0725 (Visual Diary July 2025), una serie di dittici fotografici che mettono in relazione frammenti di vita e corrispondenze formali, invitando ad osservare la realtà con maggiore lentezza. A queste immagini si affianca Like Velvety Scars, un lavoro su tessuto vellutato che trattiene le impronte del contatto, evocando il modo in cui memoria e crescita lascino segni sottili ma persistenti. Chiude il percorso un’installazione che gioca con superfici riflettenti e variazioni di luce, evocando la percezione notturna di un gufo e sospendendo lo spettatore in uno stato ambiguo tra sogno e veglia. In questo spazio liminale, Campestri trasforma la mostra in un luogo di introspezione silenziosa.
Il viaggio del folle: tre pittori esplorano soglie interiori e visioni quotidiane
Con Kong Lingnan, Cheng Chit Yan e Gao Yuan, la mostra intreccia simboli dei tarocchi, spazi liminali e interni domestici in un viaggio tra memoria e percezione.