A novant’anni Oliver Lee Jackson continua ad interrogare uno dei nodi più persistenti della pittura: il confine instabile tra figurazione e astrazione. La mostra riunisce dipinti realizzati negli ultimi decenni insieme ad un inedito paravento multipannello, offrendo uno sguardo sulla pratica di un artista che da oltre sessant’anni costruisce composizioni stratificate e intensamente dinamiche. Nei lavori di Jackson emergono le sue celebri figure, i cosiddetti “paint people”, che affiorano da campi pittorici carichi di colore e movimento. Realizzate con olio, gesso e stencil spray, queste presenze appaiono talvolta riunite in piccoli gruppi, talvolta isolate in gesti essenziali - accovacciate, distese o in dialogo tra loro - all’interno di spazi visivi complessi che invitano ad una lettura lenta e aperta. Al centro della mostra si trova un paravento tripartito dipinto su entrambi i lati, concepito come un elemento mobile che può essere configurato in modi diversi. L’opera modifica continuamente la relazione tra figura, paesaggio e astrazione, trasformando la superficie pittorica in un dispositivo spaziale che mette in discussione i confini tra pittura e scultura.
Il viaggio del folle: tre pittori esplorano soglie interiori e visioni quotidiane
Con Kong Lingnan, Cheng Chit Yan e Gao Yuan, la mostra intreccia simboli dei tarocchi, spazi liminali e interni domestici in un viaggio tra memoria e percezione.