Power Station of Art dieci anni di Gordon Matta-Clark

Power Station of Art dieci anni di Gordon Matta-Clark
#Exhibitions

Conosciuto per i suoi "tagli" applicati a muri ed interi edifici - che creano una riflessione sul concetto di riempimento e di svuotamento dello spazio in architettura - oltre che per le sue riflessioni sull’ "anarchitettura", Gordon Matta-Clark è al centro di una mostra attesa alla Power Station of Art. L’esposizione ripercorre le straordinarie opere realizzate dal 1968 al 1978, con oltre 400 disegni, schizzi mai esposti, fotografie, film e documenti d'archivio. Quando fa ritorno a New York, dopo la laurea conseguita nel 1968 presso il Dipartimento di Architettura della Cornell University, l’architetto si accorge che la sua città sta subendo un "piano di rinnovo urbano" e una generale trasformazione economica. Molti vecchi edifici erano stati demoliti, i bassifondi rasi al suolo, e un gran numero di persone rimaste senzatetto. Il degrado urbano spinge Matta-Clark a dedicarsi ad una serie di pratiche che criticano la pianificazione urbanistica modernista e creano comunità temporanee e spazi autonomi, nonché programmi abitativi per i meno abbienti. I suoi tagli - a partire dalle pareti degli edifici abbandonati nel Bronx - sono descritti dall’artista come una sorta di spettacolo teatrale che tenta di rivelare la fragilità e l'instabilità degli edifici in cui abitiamo, nonché le complessità e la vita nascosta che custodiscono al loro interno.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai