Sei artisti indagano nuove forme di memoria tra fragilità, spazio e trasformazione

Sei artisti indagano nuove forme di memoria tra fragilità, spazio e trasformazione
#Exhibitions
Chen Wei, 12 Created for The Temporary Theater, 2007-2019, Stampa a getto d'inchiostro su carta d'archivio, Set di 12 pezzi, 18 × 22.5 cm ciascuno, Edizione di 36 | courtesy Chen Wei e Ota Fine Arts

Silenziosi e imponenti, i monumenti tradizionali custodiscono la memoria come materia stabile. Gentle Monuments ribalta questa idea, proponendo una riflessione più fluida e intima sulla commemorazione, dove fragilità e trasformazione diventano strumenti critici. La mostra riunisce pratiche che interrogano il rapporto tra storia, spazio e percezione. Chen Wei costruisce ambienti effimeri, quasi teatrali, in cui oggetti precari vengono fissati in immagini che condensano narrazioni complesse in istanti sospesi. Cui Jie rielabora l’architettura modernista, smontandone il linguaggio di potere e traducendolo in composizioni stratificate, dove elementi domestici e urbani si intrecciano in tensioni visive e simboliche. Zhang Ruyi utilizza materiali urbani ordinari per ridefinire lo spazio, creando strutture instabili che riflettono desideri e contraddizioni della città contemporanea. Nabuqi trasforma oggetti funzionali in presenze ambigue, invitando ad una relazione più sensoriale tra corpo e forma. Guo-Liang Tan affida al tempo e alla materia la costruzione dell’immagine, mentre Yasmine Anlan Huang intreccia memoria personale e storia collettiva in narrazioni stratificate. Ne emerge un paesaggio delicato e complesso, dove il monumento non è più permanenza, ma processo aperto.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Shanghai