Yuki Onodera, <em>Scatter Points - 03</em>, 2026, Fotografia e fotogramma, tecnica mista, pittura acrilica su stampa alla gelatina d'argento, collage su tela, 148 × 210 cm | Per gentile concessione di Yuki Onodera / Vanguard Gallery, Shanghai
Tra fotografia, pittura e alchimia visiva, Yuki Onodera trasforma le città in paesaggi mentali sospesi tra memoria e immaginazione. L’artista giapponese, che vive a Parigi da oltre trent’anni ma continua a viaggiare regolarmente tra Europa e Asia, presenta alla Vanguard Gallery la mostra Scatter Points, un progetto nato tra Shanghai e la capitale francese. Ma chi si aspetta fotografie urbane tradizionali resterà spiazzato. Onodera usa infatti la camera oscura come un laboratorio sperimentale: altera stampe ai sali d’argento, interviene con reazioni chimiche, sovrappone materiali, frammenti di tessuti e pagine di vecchie riviste. Il risultato sono immagini che sembrano dipinti astratti, superfici consumate dal tempo o mappe di città immaginarie. Nelle sue opere Shanghai e Parigi non vengono raccontate come luoghi riconoscibili, ma come “punti dispersi” di una geografia emotiva. Le fotografie diventano oggetti fisici, stratificati, quasi archeologici, in cui convivono luce, memoria e trasformazione. L’arte di Onodera affascina proprio perché sfugge alle definizioni: è fotografia che sembra pittura, documento che diventa sogno, viaggio che si trasforma in esperienza mentale.