Alla Lisson Gallery va in scena la forza cosmica dell’amore

Alla Lisson Gallery va in scena la forza cosmica dell’amore
#Art

Prima mostra nella nuova sede della galleria, la terza nata dopo la storica sede di Londra (1967) e New York (2016). Il titolo scelto, Love is Metaphysical Gravity, è una citazione dell'architetto americano Buckminster Fuller, e l’amore, la forza attrattiva, la gravità in senso fisico e metafisico, sono alla base delle opere scelte. La gravità e il corpo giocano un ruolo chiave nei recenti dipinti di Shirazeh Houshiary, che indaga il rapporto tra il conscio e l'inconscio, l’azione controllata e il caso. Come in Mirage (2017) una tela inondata di acqua e pigmento, che attraversano casualmente la superficie. Tatsuo Miyajima impiega circuiti elettrici, i contatori digitali e LED, associati a sistemi computerizzati per creare organismi artificialmente intelligenti. L’artista britannico Richard Long realizza i suoi dipinti con fango, argilla e acqua, elementi che concorrono a sperimentare liberamente gli effetti del caso, della gravità e della caduta, tra gocce e schizzi. La regina della performance Marina Abramović interpreta questo tema con la fisicità, l'empatia, la perdita del controllo, spingendosi verso i confini della scoperta di sé. Nel lavoro The Kitchen, Homage to Saint Therese (2009) l’artista racconta una leggenda (una visione della Santa Teresa di Ávila) e la sua storia personale, in un luogo in cui, secondo l’artista, il mondo spirituale e il mondo quotidiano si incontrano e si mescolano.
Chiara Vedovetto - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai