Tra le fotografie più preziose spesso non ci sono quelle scattate dai grandi Maestri, ma quelle conservate nei cassetti di persone comuni. È da questa intuizione che nasce Beijing Silvermine: Archive Anthology, la grande mostra del Fotografiska Shanghai dedicata al progetto dell'artista e archivista Thomas Sauvin, che da oltre quindici anni salva dall'oblio migliaia di negativi destinati alla distruzione. L'esposizione riunisce più di 1.500 fotografie, libri, installazioni e opere collaborative, ricostruendo la storia di un archivio straordinario composto da oltre un milione di immagini anonime realizzate tra gli anni della Riforma economica cinese e l'inizio del nuovo millennio. Volti sorridenti, matrimoni, vacanze, feste di famiglia e scene della vita quotidiana raccontano la trasformazione di un Paese attraverso gli occhi dei suoi abitanti. Accanto alla monumentale installazione di oltre 1.300 fotografie recuperate, la mostra ricostruisce lo studio di Sauvin, espone celebri libri fotografici e presenta collaborazioni con artisti internazionali che reinterpretano questo immenso patrimonio visivo. Il risultato è molto più di un archivio: è un racconto collettivo in cui la memoria privata diventa patrimonio culturale. Un viaggio emozionante che dimostra come anche l'immagine più ordinaria possa custodire una storia capace di attraversare il tempo.
Lina Bo Bardi, l'architettura che mette le persone al centro
La prima mostra nella Cina continentale dedicata a Lina Bo Bardi racconta un'architettura pensata per la vita, la comunità e la bellezza del quotidiano.
Tra ghiacci antartici e atolli della Polinesia, l'artista trasforma il paesaggio in un'esperienza contemplativa che riflette sul tempo, la natura e il nostro posto nel mondo.
Al Fotografiska Shanghai, l'artista singaporiano trasforma un singolo albero in un racconto sulla memoria, il tempo e il nostro rapporto con la natura.