La camaleontica Hong Kong, attraverso gli occhi di Luis Chan

La camaleontica Hong Kong, attraverso gli occhi di Luis Chan
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Luis Chan non è noto solo come artista, ma anche come critico, educatore e curatore di mostre. Una carriera ricca e longeva e una vita che ha attraversato quasi tutto il XX secolo. Nasce nel 1905 a Panama da una famiglia cantonese, si trasferisce a Hong Kong a 5 anni e in questa città si spegnerà a 90 anni. Con Hong Kong, Luis Chan (o Chen Fushan) ha condiviso la crescita personale, vissuto i mutamenti individuali e collettivi, e le vicende storiche. Pur senza aver ricevuto alcuna formazione artistica, Luis Chan dipinge incessantemente, sin dalla tenera età. I primi dipinti sono paesaggi realistici ad acquerello e olio, ritratti di persone e scene panoramiche, ispirati dalla florida natura di Hong Hong dei primi del Novecento. L’urbanizzazione folle e caotica degli anni Cinquanta, i cambiamenti non solo strutturali, ma anche sociali, sono protagonisti della sezione Hong Kong Kaleidoscope, a ricordare che Luis Chan, con la sua arte, è un importante testimone del mutamento di questi tempi. Il suo talento eccentrico e il suo linguaggio sono in continua mutazione, proprio come la città asiatica: Chan sperimenta la libertà dell'espressionismo astratto, con successive incursioni nel Cubismo e nel Surrealismo. Si cimenta in varie tecniche, come il collage, l’incisione e la pittura a spruzzo. Nelle sue opere si fondono i colori di Van Gogh con i volti cubisti, conosciuti grazie ai libri e alle riviste d’arte che colleziona, insieme a creature leggendarie e paesaggi fantastici orientali. Patrimonio unico di questo artista cosmopolita.
Chiara Vedovetto - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai