Le immagini di Zhang Bojun alla Ofoto

Le immagini di Zhang Bojun alla Ofoto
#Exhibitions

Ofoto, una delle prime gallerie in Cina ad avere scelto un focus specifico sulla fotografia presenta il lavoro di Zhang Bojun in occasione della sua ultima mostra personale, Jingshan Park. Zhang Bojun, nato nel 1964 nella regione settentrionale di Heilongjiang, nel corso della prima parte dell’anno 2019 ha dedicato quasi tutti i fine settimana a visitare il Parco Jingshan a Shanghai, un punto di ritrovo per numerosi cittadini che si incontrano per ballare, cantare, o frequentano il parco alla ricerca di un rifugio dal quotidiano e amano perdersi in una natura rigogliosa seppure urbana. Sono stati proprio coloro che cantano e ballano all’interno del parco, soprattutto persone di 60 o 70 anni che, organizzati in gruppi, si dilettano sulle note di melodie rivoluzionarie ad avere attirato l’attenzione del fotografo, tanto da renderli protagonisti della serie in mostra. In queste fotografie, i pattern floreali sempre più astratti che allo spettatore pare di vedere, sono in realtà costituiti da individui che ridotti notevolmente in scala sono posti l’uno di fianco all’altro, moltiplicati quasi all’infinito. Il risultato è sorprendente per la grazia, l’eleganza e l’armonia dei segni ottenuti che combinano la dimensione microscopica umana a quella macroscopica della natura e del cosmo. La presenza individuale è pressoché irriconoscibile come nella serie precedente We e lascia trasparire la volontà dell’artista di rendere omaggio a quegli individui che, seppure nascosti e non sempre visibili agli occhi di un visitatore distratto, sono l’anima del parco.
Manuela Lietti - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai