Il mondo parallelo di Tobias Rehberger

Il mondo parallelo di Tobias Rehberger
#Art

Un fioraio, una casa da tè, un bar, e persino una funzionale “Macelleria Rockbund Art Museum”: il visitatore del RAM si trova proiettato in un mondo parallelo, creato all’interno del museo, in un luogo che è quanto di più distante esista dall’idea stessa di museo. E’ la vita quotidiana, l’ambiente pubblico, la strada. Ma Tobias Rehberger mescola sapientemente le carte, incorpora elementi e composizioni artistiche negli ambienti, gioca con slittamenti di cultura e significati per suggerire un nuova visione del rapporto tra arte e quotidianità. La sala da tè diventa quindi un collettore delle errate rappresentazioni da parte dell'Occidente di una tradizionale “cerimonia del tè”; il negozio di fiori è in verità una mostra di scultura a se stante, che ospita opere di autori amici dell’artista. I lavori al neon imitano la comune segnaletica commerciale, presente in ogni strada. L’installazione Forbidden in heaven, useless in hell (versione El Redomon version) occupa l’intero piano superiore con elementi cangianti, pareti asimmetriche, un camuffamento "abbagliante", tipico del linguaggio dell’artista tedesco, che ha trasformato una sala museale in un bar: un locale aperto la notte, dove il pubblico può bere, sotto la luce della enorme scultura solare, sintonizzata sul ciclo alba/tramonto di El Redomon, in Argentina. If you don’t use your eyes to see, you will use them to cry, mette di fronte un’ovvietà cioè che il mondo appare, fondamentalmente, come noi decidiamo di vederlo.
Chiara Vedovetto - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai