La bellezza della banalità nell’arte dei grandi maestri del Novecento

La bellezza della banalità nell’arte dei grandi maestri del Novecento
#Exhibitions

La mostra semi permanente The Voice of Things, organizzata in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, riunisce una selezione di opere iconiche che spaziano dalle avanguardie del primo Novecento - una testimonianza della rivoluzione delle norme estetiche e dello status stesso dell’opera d’arte - alle più recenti creazioni di artisti che mettono in discussione il nostro mondo globalizzato. Il percorso si snoda attraverso i vasti spazi delle Gallerie 1 e 2 di West Bund Museum e presenta, in ordine cronologico, importanti opere di artisti come Pablo Picasso, Fernand Léger, Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Tinguely, Tatiana Trouvé, Haegue Yang, tra gli altri. Il titolo della mostra è tratto dalla traduzione inglese di Le Parti Pris des selected (La voce delle cose), l’iconica raccolta di poesie in prosa del poeta e combattente della resistenza francese Francis Ponge (1899-1988), pubblicata nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale. In questa raccolta, il poeta descrive la bellezza della banalità ed esorta ad abbracciare un nuovo modo di vedere le cose e di dare loro vita. È proprio l’indagine sul nostro modo di rapportarci alle cose/oggetti, alla ridefinizione del loro ruolo, alla decostruzione della loro funzione originaria a fare da filo rosso alla mostra. Un’occasione non scontata e di grande importanza accademica per vedere dal vivo opere che la maggior parte delle persone ha potuto vedere solamente su pubblicazioni o da remoto.
Manuela Lietti - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Shanghai