Da Vinci, Botticelli, Tiziano: i capolavori del Louvre a Tokyo

Da Vinci, Botticelli, Tiziano: i capolavori del Louvre a Tokyo
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Leonardo da Vinci, Ritratto di dama (La Belle Ferronnière o Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli), 1493-1495 circa, Olio su tavola di noce, 63.5 × 44.5 cm, Musée du Louvre, Parigi | Courtesy © GrandPalaisRmn (Musée du Louvre) | Foto: Michel Urtado

Per mezzo secolo il pubblico giapponese ha atteso il ritorno di un dipinto di Leonardo da Vinci proveniente dal Louvre. Dopo l'arrivo della Monna Lisa nel 1974, sarà infatti La Belle Ferronnière - il celebre Ritratto di donna conservato nel museo parigino - a raggiungere per la prima volta il Giappone, diventando il fulcro della grande mostra che il National Art Center di Tokyo dedica al Rinascimento europeo. L'evento riunisce oltre cinquanta capolavori scelti dalle collezioni del Louvre, ma evita la formula della tradizionale antologia di grandi Maestri. L'obiettivo è piuttosto raccontare il Rinascimento come un fenomeno in continuo movimento, nato dagli spostamenti di artisti, mercanti, sovrani e idee che, tra Quattrocento e Cinquecento, trasformarono profondamente la cultura europea. Leonardo diventa così il punto di partenza di un racconto più ampio. Pittore, ingegnere, scienziato e instancabile viaggiatore, incarna perfettamente quella figura di intellettuale senza confini che caratterizzò l'epoca. La presenza della Belle Ferronnière assume quindi un valore che va oltre l'eccezionalità del prestito: il dipinto testimonia la rivoluzione del ritratto rinascimentale, quando l'interesse degli artisti si spostò dalla semplice rappresentazione dell'aspetto fisico alla ricerca dell'identità psicologica dell'individuo. Delle appena quindici opere universalmente attribuite a Leonardo, cinque appartengono al Louvre, vedere una di esse fuori dalla Francia rimane un'occasione rarissima. Attorno al capolavoro leonardesco si sviluppa un percorso articolato in quattro sezioni - il viaggio, l'innovazione delle tecniche, il dialogo con l'antichità e la nascita del ritratto moderno - che restituisce l'immagine di un'Europa sorprendentemente interconnessa. Gli artisti attraversavano le Alpi per apprendere nuovi linguaggi, le incisioni diffondevano invenzioni figurative da un Paese all'altro, mentre principi e corti richiamavano pittori e scultori oltre ogni confine politico. Tra le opere esposte figurano capolavori di Sandro Botticelli, Tiziano, Albrecht Dürer, Lucas Cranach ed El Greco, affiancati da sculture, bronzi, medaglie, arazzi, ceramiche e incisioni che mostrano come il Rinascimento non sia stato soltanto un'epoca di grandi pittori, ma un laboratorio nel quale ogni tecnica artistica conobbe una straordinaria stagione di sperimentazione. Uno dei temi più affascinanti riguarda proprio la circolazione delle immagini. Le incisioni di Marcantonio Raimondi tratte dai disegni di Raffaello contribuirono a diffondere in tutta Europa modelli destinati ad essere ripresi da pittori, ceramisti e smaltatori. Allo stesso modo, le celebri xilografie di Dürer permisero ad intere generazioni di conoscere animali, paesaggi e invenzioni artistiche mai osservati direttamente. Emblematico è il celebre Rinoceronte del Maestro tedesco, realizzato senza che l'artista avesse mai visto l'animale dal vero: un'immagine nata da racconti e schizzi che finì per definire l'immaginario europeo per oltre due secoli. L'esposizione dedica inoltre grande attenzione alla riscoperta dell'antichità classica. Statue romane, miti greci, testi umanistici e nuove conoscenze archeologiche alimentarono un linguaggio figurativo che trovò espressione tanto nella pittura quanto nella scultura, nelle medaglie celebrative e nelle arti decorative. Il Rinascimento emerge così come un dialogo continuo tra passato e presente, fondato sulla convinzione che l'innovazione potesse nascere proprio dalla rilettura del mondo antico. Più che celebrare una stagione irripetibile della storia dell'arte, la mostra suggerisce una riflessione sorprendentemente attuale. Il Rinascimento appare come la prima grande cultura della connessione: un sistema nel quale persone, opere, idee e tecniche viaggiavano incessantemente attraverso l'Europa, trasformandosi ad ogni incontro.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo