Moon Kyungwon e Jeon Joonho, nuovi futuri possibili

Moon Kyungwon e Jeon Joonho, nuovi futuri possibili
#Art
Moon Kyungwon, Soft Curtain_White II, 2025 | Courtesy © Moon Kyungwon

La coppia di artisti sudcoreani Moon Kyungwon e Jeon Joonho presenta la mostra Dialogue Manual, un progetto che unisce installazioni video, pittura e scultura per esplorare la condizione del mondo contemporaneo e la possibilità di immaginare nuovi futuri. Attivi come duo dal 2009, i due artisti hanno costruito nel tempo una pratica condivisa che attraversa linguaggi e media diversi, tra cui film, fotografia, performance e ricerca teorica, con l’obiettivo di indagare le tensioni tra progresso tecnologico, memoria culturale e responsabilità collettiva. Al centro della mostra si trova l’installazione video Phantom Garden (2024-2025), ambientata in un futuro in cui le stagioni di primavera e autunno sono scomparse a causa del cambiamento climatico. L’opera, dal tono sospeso e malinconico, immagina una società che vive in un equilibrio fragile, in bilico tra la sopravvivenza e la perdita di contatto con la natura. La riflessione parte da un dato reale: nel settembre 2025, in Giappone, le temperature hanno superato stabilmente i 30 gradi, cancellando la percezione dell’autunno come stagione intermedia. Le opere individuali esposte, tra cui le pitture di Moon e le sculture in alluminio di Jeon, ampliano la ricerca comune. In Prosperos Botanica (2025), l’alluminio diventa un materiale simbolico, definito dagli artisti come un “trasportatore” di senso, capace di collegare epoche, civiltà e generazioni. Il metallo, residuo del mondo industriale e digitale, sostituisce qui le piante che nei lavori precedenti del duo rappresentavano la forza vitale e la memoria del tempo. Con Dialogue Manual, Moon e Jeon propongono una riflessione che è al tempo stesso estetica e metodologica. Il titolo evoca l’idea di un manuale aperto, un invito a dialogare e a cercare nuove forme di coesistenza in un mondo sempre più incerto. Il futuro, per loro, non è una proiezione utopica ma uno spazio di sperimentazione che nasce dall’imperfezione del presente.
Paolo Mastazza - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo