David Hockney, dalla Normandia al Musée de l'Orangerie

David Hockney, dalla Normandia al Musée de l'Orangerie
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Galeotto, un po’ di tempo prima, fu l’incontro, al museo di Bayeux, con l’Arazzo della regina Matilde, un capolavoro di quasi 70 metri che racconta la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo, duca di Normandia, nell'XI secolo. Nasce da qui il desiderio del pittore britannico di aprire un nuovo capitolo nella sua creazione artistica rappresentando in forma di ciclo narrativo l'arrivo della primavera. Ma non appena l’artista mette mano al suo ciclo, nel marzo 2020, il mondo si blocca, congelato dalla pandemia. Mentre la vita sembra precipitare in un letargo senza fine, Hockney acquisisce più di cento immagini su iPad nel giro di poche settimane. Alla maniera di un impressionista, cattura con destrezza gli effetti della luce e dei cambiamenti climatici in una tavolozza vivace e luminosa, realizzando composizioni dagli accenti pop. I giorni passano, il lockdown finisce e la primavera cede il posto all'estate, all'autunno e poi all'inverno. E Hockney traduce in arte il trascorrere di un intero anno, lasciandosi ispirare dalla natura, contemplando il suo giardino, la campagna di fronte casa. La mostra in corso al Musée de l’Orangerie raccoglie queste creazioni, presentando al pubblico il susseguirsi delle stagioni sotto forma di un fregio lungo novanta metri. Un appassionato inno alla natura e al suo rinnovamento.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Paris