Indirizzo: Dashanzi 798 Art District, 2 Jiuxianqiao Road, Chaoyang District
Come strati di carta che si sovrappongono in silenzio, le opere di Wang Jieyin sembrano crescere dal respiro lento della materia. Ogni superficie è un deposito di tempo, un sedimento di gesti minimi che, accumulandosi, generano un mondo visivo essenziale eppure profondamente risonante. Accretions - l’idea di ciò che si deposita, che si costruisce per addizione - diventa così la chiave per leggere una poetica che rifiuta l’enfasi e abbraccia la quiete come forma di rivelazione. Wang non cerca l’immediatezza del segno emotivo né l’effetto spettacolare della composizione. Lavora invece con la pazienza di un artigiano, lasciando che la carta, modellata e stratificata, si faccia paesaggio interiore. Le sue “scenery” non appartengono né alla tradizione né al paesaggio occidentale: sono territori mentali, immagini a bassa intensità pittorica che sembrano emergere più da un processo di ascolto che da un atto di rappresentazione. Nella loro essenzialità, queste forme affiorano come tracce impersonali, quasi prive di ego, e proprio per questo capaci di accogliere una profondità inattesa. Wang costruisce così una geologia dello sguardo, dove il paesaggio non è visto, ma lentamente rivelato. La sua è un’estetica che celebra il minimo, il quieto, il necessario: un modo di abitare l’immagine che restituisce alla semplicità tutta la sua forza contemplativa.
Liu Xiaodong e il realismo che restituisce peso alla vita quotidiana
Il pittore cinese trasforma scene ordinarie in immagini dense di presenza, intrecciando osservazione, memoria e realtà sociale in un nuovo Neo-Realismo.