Per celebrare Miles Davis non basta suonare le sue note: bisogna avere il coraggio di reinventarle. È ciò che fa Paolo Fresu con Kind of Lives, il nuovo progetto che porta al Roma Jazz Festival l’universo di uno dei musicisti più rivoluzionari del Novecento. Nato esattamente un secolo fa, Davis non fu soltanto un leggendario trombettista: attraversò quasi cinquant’anni di musica cambiando continuamente le regole del jazz, dal cool al jazz modale fino alla svolta elettrica di Bitches Brew. Album come Kind of Blue hanno lasciato un’impronta che supera ampiamente i confini del genere. A raccoglierne l’eredità è Fresu, trombettista sardo dal suono immediatamente riconoscibile, protagonista del jazz internazionale e autore di oltre 350 registrazioni. Kind of Lives nasce dall’esperienza teatrale di Kind of Miles, scritta e interpretata dallo stesso Fresu, ma acquista sul palco una nuova forma. I musicisti sono idealmente divisi in due ensemble: uno guarda al Miles degli anni Cinquanta, l’altro alla sua successiva rivoluzione sonora. Non un concerto nostalgico, dunque, ma un viaggio dentro la lezione più importante di Davis: cambiare continuamente senza perdere la propria voce.
Con Permanent Display, Robin Kid trasforma i simboli della cultura americana in una riflessione sulla memoria nell'era digitale. Tra pittura e scultura, la mostra indaga il confine sempre più sfumato tra esperienza vissuta, consumo e immaginario collettivo.
Con Waterfall, Jennifer Guidi porta alla Gagosian di Parigi un nuovo ciclo di dipinti ispirati a cascate, oceani e paesaggi interiori. Tra astrazione e contemplazione, la natura diventa un'esperienza percettiva costruita attraverso luce, colore e materia.
Il Musée Guimet dedica una grande mostra al chaekgeori, l'affascinante arte coreana del trompe-l'œil nata nel XVIII secolo. Un viaggio tra biblioteche immaginarie, illusioni prospettiche e scambi culturali tra Corea, Cina ed Europa.