Maurice Girardin, il dentista curioso

Maurice Girardin, il dentista curioso
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Bernard Buffet, Portrait du Docteur Girardin, 1949 | Courtesy © Bernard Buffet - Paris Musées / Musée d'Art moderne de Paris / ADAGP, Paris

La mostra Hommage à Maurice Girardin: collectionneur, galeriste et mécène, ospitata dal Musée d’Art Moderne de Paris riporta al centro della scena una figura che ha avuto un ruolo decisivo nella nascita stessa dell’istituzione museale. Maurice Girardin, dentista e chirurgo di professione, fu soprattutto un collezionista curioso, un gallerista attento e un mecenate capace di intuire la portata dell’arte moderna in un periodo in cui Parigi era il crocevia delle avanguardie. Nel 1920 fondò la Galleria La Licorne, sostenendo attivamente giovani artisti e sviluppando nel tempo una raccolta che alla sua morte, nel 1951, legò alla città di Parigi con l’esplicito desiderio di contribuire alla creazione di un museo dedicato all’arte moderna. La mostra presenta un centinaio di opere selezionate dal suo lascito, composto da oltre cinquecento lavori che comprendono, tra gli altri, nomi come Raoul Dufy, Pablo Picasso e Amedeo Modigliani. Accanto ai dipinti, sono esposti documenti d’archivio, fotografie, libri illustrati e riviste che raccontano la rete culturale e commerciale entro cui Girardin operò. Il percorso mette in luce non solo il gusto del collezionista ma il suo modo di intendere l’arte come dialogo continuo tra Europa e mondi extraeuropei, interesse testimoniato anche dalla varietà dei materiali che aveva raccolto. L’allestimento ricostruisce il clima della Parigi degli anni Venti, quando la Galleria La Licorne era punto di riferimento per artisti, critici e appassionati. Ne emergono relazioni, scambi e pratiche di sostegno che rivelano un collezionismo tutt’altro che passivo. Girardin acquistava, esponeva, consigliava, favoriva connessioni. La sua collezione non era una raccolta enciclopedica, ma il ritratto in movimento di una città e della sua energia creativa, capace di legare le avanguardie storiche a nuove ricerche internazionali. Il lavoro curatoriale insiste proprio su questa dimensione relazionale. Le opere non vengono presentate come icone isolate, ma come nodi di una trama culturale che ha contribuito a definire l’identità del museo. La donazione Girardin, infatti, rappresentò uno dei nuclei fondativi del Musée d’Art Moderne de Paris e continua ancora oggi a offrirne la chiave di lettura: un museo nato non solo per conservare, ma per sostenere la vitalità dell’arte moderna nella città che più di ogni altra ne ha plasmato i linguaggi. Il risultato è un omaggio che riporta a galla un protagonista spesso relegato nelle note a margine della storia del modernismo francese. Maurice Girardin appare invece come un attore centrale, un mediatore culturale capace di trasformare una passione privata in un patrimonio pubblico destinato a durare.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris