L'Alfabeto, prima delle parole

L'Alfabeto, prima delle parole
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Aya Afaneh, Phenomenological Alphabets, 2026 | Courtesy © Aya Afaneh

Come nasce un linguaggio? Prima della grammatica e delle parole ci sono il corpo, il suono, il gesto, il segno e la materia. È da questa origine fisica della comunicazione che prende le mosse Phenomenological Alphabets, in programma fino al 4 ottobre 2026 al Project Space della NYU Abu Dhabi Art Gallery. La mostra riunisce Aya Afaneh, Sarah Afaneh, Sarah Brahim, Amir Hazim, Yoonsik Chico Park e Andrew Riad intorno alla relazione tra esperienza, costruzione del linguaggio e produzione di significato. Il progetto nasce da Aya Afaneh, che invita al confronto artisti della propria comunità le cui ricerche hanno incrociato nel tempo interrogativi presenti anche nel suo lavoro. Il punto di partenza è elementare e insieme complesso: capire in quale momento un suono diventa parola, un gesto diventa comunicazione o un segno acquista un significato condiviso. Il linguaggio viene osservato quindi non come un sistema già formato, ma nel momento in cui prende corpo attraverso voce, movimento, simboli e materiali. Le opere affrontano questa ricerca da prospettive differenti. Aya Afaneh utilizza il corpo come strumento per produrre segni, mentre Sarah Brahim lavora sul gesto attraverso la coreografia. Nella ricerca di Andrew Riad, suono, corpo e movimento diventano materiali da deformare e reinventare. Yoonsik Chico Park parte invece dai caratteri alfabetici esistenti e dalla possibilità che uno stesso rapporto tra suono e simbolo assuma significati diversi secondo il contesto, l'uso e la percezione. Sarah Afaneh interviene sulla costruzione dei simboli come mezzo per spostare l'attenzione e trasformare linguaggi storici, mentre Amir Hazim lavora sulla rappresentazione del corpo e sulla ricostruzione della percezione del movimento. Ne emerge un percorso nel quale i sei artisti non cercano di elaborare un nuovo alfabeto comune, ma osservano i processi attraverso i quali il significato può formarsi. Phenomenological Alphabets porta così il linguaggio verso i suoi elementi primari. Un gesto, un suono o un segno possono possedere una logica prima ancora di essere inseriti in un codice condiviso: il significato può nascere mentre il corpo si muove, la voce produce un suono o la materia si trasforma in simbolo.
Paolo Mastazza - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Resort Dubai