Programma: Ven 5 Giu e Sab 6 Giu ore 21 | Dom 7 Giu ore 11 e ore 19
Luogo: Grand Palais
Indirizzo: 7 Avenue Winston Churchill
Con Revoir les étoiles, il Grand Palais apre la stagione estiva 2026 con uno spettacolo che utilizza la grande navata come dispositivo scenico. Il lavoro è presentato in quattro repliche: venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 11 e alle ore 19. La creazione è firmata dalla compagnia australiana Circa ed è concepita per uno spazio monumentale, non teatrale. La struttura è essenziale: dodici acrobati e quattro musicisti in scena, senza separazione tra movimento e suono. L’ambiente visivo è definito da una superficie punteggiata di luci che trasforma lo spazio in un campo variabile. I corpi si muovono tra equilibrio, caduta e sospensione, in una sequenza continua. Il titolo è ispirato al verso conclusivo dell’Inferno di Dante, “e uscimmo a riveder le stelle”. Il riferimento non viene sviluppato come racconto, ma come condizione: attraversare una fase di oscurità e riemergere. La drammaturgia resta implicita, costruita attraverso la relazione tra performer e spazio. Fondata a Brisbane nel 2004, Circa è una compagnia che ha contribuito a ridefinire il circo contemporaneo. Il suo lavoro integra acrobatica, danza e teatro fisico, evitando la struttura tradizionale per numeri separati. Il movimento è continuo, il rischio è parte del linguaggio, il gruppo funziona come unità. Revoir les étoiles si inserisce in questa linea. Non propone una successione di atti, ma una composizione unica, in cui la dimensione collettiva prevale su quella individuale. Il gruppo diventa struttura, sostegno e limite. L’apertura della stagione con questo progetto indica una direzione precisa: utilizzare il Grand Palais non come contenitore, ma come elemento attivo. La performance si definisce nella relazione tra architettura, luce e corpo.
Il Louvre dedica una mostra a Martin Schongauer, incisore che ha contribuito alla diffusione delle immagini in Europa. Le sue opere mostrano la nascita di un sistema visivo fondato sulla circolazione e sulla copia.
Il Petit Palais dedica una retrospettiva a Károly Ferenczy, figura centrale della pittura ungherese. La mostra evidenzia una pratica che attraversa Naturalismo, Simbolismo e Impressionismo senza aderire a un unico stile.
All’Opéra Bastille torna in scena Ercole amante, opera composta nel 1707 dalla veneziana Antonia Bembo. La produzione riporta l’attenzione su una figura singolare del Barocco europeo, compositrice e cantante che trovò alla corte di Luigi XIV lo spazio per sviluppare la propria arte.
Al Palais Garnier il Ballet de l’Opéra di Parigi presenta Empreintes, una serata di creazioni firmate da Morgann Runacre-Temple, Jessica Wright e Marcos Morau che mette in dialogo danza, immagine e nuove tecnologie.