Per celebrare Miles Davis non basta suonare le sue note: bisogna avere il coraggio di reinventarle. È ciò che fa Paolo Fresu con Kind of Lives, il nuovo progetto che porta al Roma Jazz Festival l’universo di uno dei musicisti più rivoluzionari del Novecento. Nato esattamente un secolo fa, Davis non fu soltanto un leggendario trombettista: attraversò quasi cinquant’anni di musica cambiando continuamente le regole del jazz, dal cool al jazz modale fino alla svolta elettrica di Bitches Brew. Album come Kind of Blue hanno lasciato un’impronta che supera ampiamente i confini del genere. A raccoglierne l’eredità è Fresu, trombettista sardo dal suono immediatamente riconoscibile, protagonista del jazz internazionale e autore di oltre 350 registrazioni. Kind of Lives nasce dall’esperienza teatrale di Kind of Miles, scritta e interpretata dallo stesso Fresu, ma acquista sul palco una nuova forma. I musicisti sono idealmente divisi in due ensemble: uno guarda al Miles degli anni Cinquanta, l’altro alla sua successiva rivoluzione sonora. Non un concerto nostalgico, dunque, ma un viaggio dentro la lezione più importante di Davis: cambiare continuamente senza perdere la propria voce.
Andy Warhol, il volto inedito del padre della Pop Art
Al Musée du Luxembourg una grande mostra ripercorre oltre quarant'anni di disegni, rivelando come il tratto manuale sia stato il vero laboratorio creativo di Andy Warhol. Circa 150 opere raccontano un artista che, dietro la serialità della Pop Art, non ha mai smesso di disegnare.
Il Musée Guimet dedica una grande mostra al chaekgeori, l'affascinante arte coreana del trompe-l'œil nata nel XVIII secolo. Un viaggio tra biblioteche immaginarie, illusioni prospettiche e scambi culturali tra Corea, Cina ed Europa.
Alla galleria Perrotin di Parigi, Emma Prempeh presenta The Domain of the Stranger, la sua prima mostra personale nella capitale francese. Attraverso dipinti che intrecciano memoria, diaspora e identità, l'artista britannica di origini ghanesi esplora quel territorio sospeso in cui la casa non è un luogo, ma un'esperienza in continua trasformazione.
Una grande mostra dedicata a Gustave Fayet, collezionista, pittore e mecenate che contribuì a consacrare artisti come Gauguin, Cézanne e Redon. Un viaggio alla scoperta di una figura decisiva, ma troppo a lungo rimasta nell'ombra, per la nascita dell'arte moderna.