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Roma, quando la musica cambiava tutto
#Exhibitions
Tank Trip, Festival di Villa Pamphilj, Roma, 25-27 maggio 1972 | © Giovanni Coccia

La musica come urgenza vitale, come linguaggio condiviso capace di unire e dividere, accendere conflitti e creare comunità. È da questa energia primaria che prende forma la nuova mostra di Palazzo Esposizioni Roma, un progetto che racconta gli anni Settanta come uno dei momenti più fertili e radicali della storia culturale italiana, con Roma al centro di una rete internazionale di suoni, idee e sperimentazioni. In quel decennio la città diventa un laboratorio aperto, attraversato da cantautori e rocker, poeti e performer, artisti visivi e registi. La musica non è mai semplice intrattenimento: si intreccia con poesia, controcultura, cinema e arti visive, trasformandosi in motore di cambiamento sociale. Accanto a voci decisive della scena italiana come Francesco De Gregori, Lucio Battisti e Franco Battiato, emergono presenze internazionali che hanno dialogato con Roma e il suo immaginario, da David Bowie a Patti Smith, fino ai grandi nomi del rock e del jazz che hanno segnato l’epoca. Il percorso espositivo costruisce una narrazione immersiva fatta di immagini, suoni e documenti, in cui la musica scandisce il tempo della visita e diventa struttura portante del racconto. In dialogo con la mostra dedicata a Mario Schifano, l’esposizione si apre e si chiude nel segno della contaminazione: dalla leggendaria serata del Piper Club del 1967 fino all’utopia collettiva del Festival dei poeti di Castelporziano. Un viaggio in un’epoca in cui la creazione smette di essere gesto isolato e diventa, finalmente, esperienza condivisa.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Roma