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Mario Schifano, la pittura come linguaggio del presente
#Exhibitions
Mario Schifano, Grande angolo, 1963, Smalto e grafite su carta applicata su tela, cm 160 × 260 | Collezione privata, Roma | Foto: Paolo Terzi | © Mario Schifano

Palazzo Esposizioni dedica una grande mostra a Mario Schifano, artista simbolo dell’arte italiana del secondo Novecento e protagonista di una stagione culturale in cui Roma fu laboratorio di immagini, linguaggi e sperimentazioni. Pittore inquieto e radicale, Schifano ha attraversato decenni di storia visiva con uno sguardo sempre acceso sul presente, trasformando la pittura in uno strumento capace di assorbire fotografia, cinema, televisione e segni della vita contemporanea. La mostra riunisce oltre cento opere provenienti da importanti collezioni internazionali e racconta il cuore della sua ricerca: una passione assoluta per la pittura, intesa non come stile fisso ma come campo di continua rigenerazione. Dai primi lavori sperimentali ai celebri monocromi, dalle immagini derivate dai media ai paesaggi televisivi, fino alle opere più tarde segnate da un forte impegno civile, il percorso restituisce l’energia di un artista sempre in dialogo con il suo tempo. L’esposizione si sviluppa negli spazi al piano terra di Palazzo Esposizioni seguendo un andamento cronologico, con sale dedicate alle diverse fasi e serie che hanno scandito il lavoro di Schifano. Accanto ai dipinti, un ruolo centrale è affidato al cinema, mezzo fondamentale della sua ricerca: per tutta la durata della mostra, una programmazione di film nella sala cinema permette di approfondire questo aspetto meno noto ma essenziale del suo percorso. Ne emerge il ritratto di un artista libero, instancabile, capace di reinventare la pittura come luogo di collisione tra immagini, memoria e realtà. Una mostra che invita a riscoprire Schifano non solo come icona, ma come figura chiave per comprendere l’arte contemporanea.
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