Alfredo Jaar e Reijiro Wada, due sguardi critici a Tokyo

Alfredo Jaar e Reijiro Wada, due sguardi critici a Tokyo
#Arte
Reijiro Wada, Mittag, 2015 | © Reijiro Wada | Courtesy Reijiro Wada e SCAI Piramide, Tokyo | Foto: Enric Duch

Nel gennaio 2026 la SCAI Piramide presenta una mostra che affianca il lavoro di Alfredo Jaar e Reijiro Wada, due artisti appartenenti a contesti culturali diversi ma accomunati da una riflessione radicale sul ruolo dell’arte come strumento critico. Il progetto si inserisce nella linea curatoriale della galleria, da anni attenta a pratiche che interrogano i meccanismi della visione e della conoscenza. L’opera di Alfredo Jaar è nota per la sua capacità di mettere in crisi la rappresentazione, affrontando temi politici e sociali attraverso dispositivi visivi che spesso sottraggono più di quanto mostrino. Le sue installazioni invitano lo spettatore a confrontarsi con ciò che resta fuori campo, con le zone d’ombra dell’informazione e con la responsabilità etica dello sguardo. In questo contesto, l’immagine non è mai neutrale, ma carica di conseguenze. Il lavoro di Reijiro Wada si muove su un terreno diverso ma complementare. Le sue opere indagano la percezione, il suono, la memoria e i sistemi di conoscenza, costruendo esperienze in cui il confine tra fenomeno fisico e costruzione mentale si fa incerto. Attraverso installazioni e dispositivi sensoriali, Wada mette in discussione l’idea di realtà come dato stabile, proponendo una visione frammentata e instabile del mondo. Il dialogo tra Jaar e Wada non si fonda su analogie formali, ma su una comune tensione critica. Entrambi interrogano il modo in cui le informazioni vengono prodotte, trasmesse e recepite, e il modo in cui l’arte può intervenire in questi processi senza offrire risposte semplici.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo