La farfalla di Parigi: Hanae Mori

La farfalla di Parigi: Hanae Mori
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Casa di design tessile Ukon Fioritura a fine estate, Casa tessile Shiki, 1972 | © Hanae Mori

Nel Novecento pochi stilisti giapponesi sono riusciti ad imporsi sulla scena internazionale come Hanae Mori. La grande retrospettiva che il National Art Center di Tokyo dedica alla designer nel 2026, a cento anni dalla nascita, ricostruisce la traiettoria di una figura che ha trasformato la moda in uno spazio di dialogo tra Oriente e Occidente. La mostra, intitolata Hanae Mori. Vital Type, riunisce circa quattrocento opere tra abiti di haute couture, fotografie, disegni, campioni tessili e materiali d’archivio. Il percorso segue cronologicamente la carriera della stilista, dagli esordi negli anni Cinquanta fino alla consacrazione internazionale, offrendo uno sguardo ampio su una produzione che ha segnato la storia della moda giapponese. Mori iniziò la propria attività realizzando costumi per il cinema giapponese del dopoguerra. In pochi anni sviluppò un linguaggio riconoscibile, capace di fondere l’eleganza della couture occidentale con materiali e motivi della tradizione giapponese. Tessuti come il Nishijin-ori o il chirimen vennero reinterpretati in abiti moderni, creando uno stile che conquistò rapidamente il mercato internazionale. Il simbolo di questa estetica è la farfalla, ricorrente nei suoi abiti più celebri. Non era soltanto un elemento decorativo: per Mori rappresentava l’idea di trasformazione e libertà, una metafora della nuova identità femminile che emergeva nel Giappone del dopoguerra. Nel 1965 la stilista debuttò alla New York Collection e nel 1977 diventò la prima designer asiatica ammessa come membro ufficiale alla Chambre Syndicale de la Haute Couture di Parigi. Il titolo della mostra riprende un concetto che Mori aveva introdotto nel 1961 sulle pagine della rivista Soen: la figura della “Vital Type”, una donna energica, indipendente e proiettata verso il futuro. Questo ideale, che univa carriera professionale e vita familiare, rispecchiava la stessa biografia della stilista, capace di costruire una carriera globale in un’epoca in cui la presenza femminile nell’industria della moda era ancora limitata. Attraverso abiti, documenti e testimonianze, la retrospettiva mostra come la moda di Hanae Mori sia stata anche un fenomeno culturale. Le sue collezioni contribuirono a portare l’estetica giapponese sulle passerelle internazionali, anticipando quel dialogo tra culture che oggi è diventato una delle caratteristiche centrali della moda globale.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo