L'Universo di Mariko Mori

L'Universo di Mariko Mori
#Exhibitions
Mariko Mori, Unity IX, 2024, Pigmento UV, dibond, alluminio, Diametro 161.3 cm × 7.6 cm, Edizione 5 + AP 2 | Courtesy SCAI THE BATHHOUSE

Mentre il Mori Art Museum le dedica una grande retrospettiva, Mariko Mori è protagonista a Tokyo anche di una mostra più raccolta. Dal 3 novembre al 19 dicembre 2026 la galleria SCAI Piramide, a pochi passi da Roppongi Hills, presenta Unity, dedicata alla serie di opere con cui l'artista giapponese prova a dare forma alla luce, fonte d'ispirazione costante del suo lavoro. Nata a Tokyo nel 1967, Mori si è imposta sulla scena internazionale negli anni Novanta con fotografie e video in cui si metteva in scena come una figura futuristica, tra cyborg, dee e personaggi da manga, per riflettere su identità di genere, tecnologia e cultura pop. Nel 1997 ottenne una menzione d'onore alla Biennale di Venezia. In seguito la sua ricerca si è spostata verso la dimensione spirituale, con al centro il legame tra essere umano, natura, vita e cosmo. Oggi vive e lavora tra New York, Tokyo e l'Isola di Miyakojima, a Okinawa, dove ha aperto il suo studio. Sulle pareti della galleria sono esposti gli Unity, "fotodipinti" di forma circolare nati da un lungo lavoro di ricerca che va dalle visite ai siti archeologici del Giappone e del mondo alle più recenti scoperte dell'astrofisica. L'artista cerca una luce che non arrivi dall'esterno ma illumini le cose dall'interno, connettendole tra loro. Sulla superficie, resa lievemente scintillante da effetti di computer grafica tridimensionale, il mondo fisico si sovrappone ad una dimensione indefinita. Mori stessa richiama un'immagine del buddhismo esoterico, il triangolo al centro del Mandala del Grembo che simboleggia la saggezza del Buddha cosmico Dainichi: allo stesso modo, attraverso l'astrazione, prova a rendere visibile il rapporto tra ciò che vediamo e ciò che sfugge allo sguardo. Nella seconda sala sono esposti i disegni preparatori. In un angolo compare anche Wave UFO Model II (2017), modello di una delle sue opere più celebri. Wave UFO (1999-2002) è una grande cupola a forma di goccia, ispirata ai magatama, gli antichi gioielli giapponesi, in cui le onde cerebrali di tre visitatori vengono tradotte in tempo reale in immagini proiettate. L'installazione originale è esposta per la prima volta in Giappone proprio al Mori Art Museum, nella retrospettiva All That Shines, visitabile fino al 28 marzo 2027. Il dialogo tra le due sedi è voluto: in galleria è esposto l'originale di Unity IX, che compare anche nel nuovo video All That Shines (2026) presentato al museo. Un'occasione per seguire il percorso dell'artista dal passato al presente, in un momento in cui l'interesse per la spiritualità attraversa sempre più l'arte contemporanea.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo