La notte dei pionieri della musica elettronica: Kraftwerk a Tokyo

La notte dei pionieri della musica elettronica: Kraftwerk a Tokyo
#Music
Kraftwerk Multimedia Tour 2026 | Courtesy © Udo Artists Inc.

La storia della musica elettronica passa inevitabilmente da Düsseldorf. È lì che, più di mezzo secolo fa, è iniziata l’avventura dei Kraftwerk, il gruppo fondato da Ralf Hütter che ha ridefinito il rapporto tra tecnologia e musica popolare. Il 1º e il 2 maggio 2026 la band tedesca arriva a Tokyo con due concerti alla SGC Hall Ariake, appuntamenti inseriti nel Multimedia Tour 2026. Le due serate rappresentano la tappa giapponese di una tournée internazionale che attraversa diverse città asiatiche prima di proseguire verso altri continenti. Il tour porterà il gruppo anche in altre città del Giappone e in metropoli come Seoul, Hong Kong, Singapore e Bangkok. I concerti di Tokyo sono programmati il 1° maggio con apertura delle porte alle 18 e inizio alle 19, mentre il secondo appuntamento del 2 maggio prevede l’apertura alle 16 e lo spettacolo alle 17. Entrambe le serate si svolgeranno alla SGC Hall Ariake, uno dei nuovi spazi per concerti nell’area della Baia di Tokyo. Da decenni i Kraftwerk sono considerati tra i principali architetti della musica elettronica contemporanea. Album come Autobahn, Trans-Europe Express e The Man-Machine hanno influenzato generazioni di artisti, dal synth-pop alla techno, fino all’hip-hop e alla musica digitale del XXI secolo. Il gruppo ha trasformato la performance dal vivo in un’esperienza audiovisiva totale, in cui suono sintetico, proiezioni digitali e scenografie luminose si fondono in un unico linguaggio. Il Multimedia Tour segue proprio questa tradizione. I concerti non sono semplici esecuzioni musicali ma vere e proprie esperienze visive in cui le immagini e la grafica digitale dialogano con le strutture ritmiche della musica. Il risultato è uno spettacolo che conserva l’estetica minimalista del gruppo ma allo stesso tempo sfrutta le tecnologie visive contemporanee. A Tokyo il pubblico potrà attraversare più di cinquant’anni di storia musicale. Dal battito ipnotico di Numbers ai paesaggi sintetici di Computer World fino ai ritmi meccanici di The Robots, il repertorio dei Kraftwerk continua a mostrare quanto l’idea di musica del futuro immaginata negli anni Settanta sia diventata il linguaggio sonoro del presente.
Veronica Azzari - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Tokyo