Indirizzo: Jl. Raya Campuhan, Sayan, Kecamatan Ubud, Kabupaten Gianyar
Circondato da alberi verdeggianti in una tranquilla zona nella Valle del Fiume Campuhan, vicino alle numerose attrazioni turistiche di Ubud, sorge il Tempio Gunung Lebah, dedicato a Dewa Danuring Mount Batur e costruito nel nell'VIII secolo da un sacerdote indiano di nome Rsi Markandeya. Il suo nome significa “tempio della valle di montagna” in balinese antico e si trova sotto un ponte nella vallata dove si fondono gli affluenti del Sungai Cerik. Luogo di meditazione, è uno dei più grandi templi dell’isola e si raggiunge da un sentiero lastricato di pietra segnalato sulla strada principale Jalan Raya. Si intraprende quindi una piacevole passeggiata nella natura tra le risaie di Campuhan e le alte canne con le quali i contadini realizzano le tipiche coperture di paglia. Durante la camminata si costeggia il Fiume Campuhan Ubud, dove si recano a pregare gli abitanti al tramonto, e nelle giornate limpide è possibile ammirare la maestosità del Monte Agung e le casette rurali del villaggio. Non tutti sanno che un incantevole percorso laterale conduce ad un monumento nascosto. Si devono scendere circa trecento scalini per giungere all’ingresso del tempio che, il mercoledì che cade ogni 210 giorni nel calendario balinese Pakuwon, viene decorato con addobbi colorati per i festeggiamenti dell’anniversario.
Le scelte non convenzionali di una galleria d'arte a Seminyak
La Purpa Art Gallery Bali ha aperto la sua prima galleria a Ubud nel 1970. La proprietaria, I Nyoman Purpa, è stata una delle curatrici e collezioniste più eminenti in Indonesia. Nel 2014, sua figlia Ari Purpa ha aperto la sua galleria a Seminyak, specializzata in arte moderna e contemporanea di artisti indonesiani ed europei.
Il copricapo femminile che narra storie e tradizioni
Parte dell’abito cerimoniale, il tradizionale copricapo dorato è un ornamento femminile indossato nei grandi giorni: il matrimonio e il raggiungimento della maggiore età.
Quando Michael White, a quel tempo giovane studente di architettura di Sydney salpò per Bali nel 1973, rimase così colpito dall'isola che decise di non tornare più indietro. Made Wijaya, questo il nome che si diede dopo la conversione all'induismo, ha mappato gli edifici storici e i giardini tropocali di Bali, lasciando un patrimonio fotografico di grande valore.