Per celebrare Miles Davis non basta suonare le sue note: bisogna avere il coraggio di reinventarle. È ciò che fa Paolo Fresu con Kind of Lives, il nuovo progetto che porta al Roma Jazz Festival l’universo di uno dei musicisti più rivoluzionari del Novecento. Nato esattamente un secolo fa, Davis non fu soltanto un leggendario trombettista: attraversò quasi cinquant’anni di musica cambiando continuamente le regole del jazz, dal cool al jazz modale fino alla svolta elettrica di Bitches Brew. Album come Kind of Blue hanno lasciato un’impronta che supera ampiamente i confini del genere. A raccoglierne l’eredità è Fresu, trombettista sardo dal suono immediatamente riconoscibile, protagonista del jazz internazionale e autore di oltre 350 registrazioni. Kind of Lives nasce dall’esperienza teatrale di Kind of Miles, scritta e interpretata dallo stesso Fresu, ma acquista sul palco una nuova forma. I musicisti sono idealmente divisi in due ensemble: uno guarda al Miles degli anni Cinquanta, l’altro alla sua successiva rivoluzione sonora. Non un concerto nostalgico, dunque, ma un viaggio dentro la lezione più importante di Davis: cambiare continuamente senza perdere la propria voce.
Da Vivaldi a Cinecittà, il viaggio della musica italiana
Il Théâtre du Châtelet celebra tre secoli di musica italiana con Il Virtuoso Italiano, un concerto che unisce Vivaldi, il belcanto e le colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone. Protagonista il violoncellista Christian-Pierre La Marca con l'Orchestre de chambre de Paris.
Opéra Bastille presenta una nuova serie di rappresentazioni de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, con la regia di Damiano Michieletto. La produzione trasforma la Siviglia settecentesca in uno spazio teatrale contemporaneo attraversato da energia urbana, comicità fisica e movimento continuo.
Oltre 300 fotografie raccontano quasi due secoli di storia del museo più celebre del mondo. Un percorso tra capolavori, luoghi nascosti, grandi eventi e immagini che hanno trasformato il Louvre in uno dei soggetti più fotografati della storia.
Il Musée d'Art Moderne de Paris dedica la prima grande mostra parigina a Simone Fattal. Circa cento opere raccontano un percorso che intreccia mito, archeologia, esilio e natura, tra ceramiche, dipinti, collage e libri che attraversano oltre cinquant'anni di ricerca.