Per celebrare Miles Davis non basta suonare le sue note: bisogna avere il coraggio di reinventarle. È ciò che fa Paolo Fresu con Kind of Lives, il nuovo progetto che porta al Roma Jazz Festival l’universo di uno dei musicisti più rivoluzionari del Novecento. Nato esattamente un secolo fa, Davis non fu soltanto un leggendario trombettista: attraversò quasi cinquant’anni di musica cambiando continuamente le regole del jazz, dal cool al jazz modale fino alla svolta elettrica di Bitches Brew. Album come Kind of Blue hanno lasciato un’impronta che supera ampiamente i confini del genere. A raccoglierne l’eredità è Fresu, trombettista sardo dal suono immediatamente riconoscibile, protagonista del jazz internazionale e autore di oltre 350 registrazioni. Kind of Lives nasce dall’esperienza teatrale di Kind of Miles, scritta e interpretata dallo stesso Fresu, ma acquista sul palco una nuova forma. I musicisti sono idealmente divisi in due ensemble: uno guarda al Miles degli anni Cinquanta, l’altro alla sua successiva rivoluzione sonora. Non un concerto nostalgico, dunque, ma un viaggio dentro la lezione più importante di Davis: cambiare continuamente senza perdere la propria voce.
L'Opéra Bastille riporta in scena Hamlet di Ambroise Thomas nella visionaria regia di Krzysztof Warlikowski. Un classico dell'opera francese che trasforma la tragedia di Shakespeare in un intenso viaggio nella memoria, nel trauma e nella fragilità umana.
Il Musée d'Art Moderne de Paris dedica la prima grande mostra francese a Kerry James Marshall. Circa settanta opere, tra cui otto dipinti inediti, raccontano oltre quarant'anni di una pittura che restituisce centralità alle figure nere nella storia dell'arte.
Al Petit Palais, Prune Nourry dedica una mostra a diciotto scultrici dimenticate dalla storia dell'arte. Nuove opere, ricerca d'archivio e installazioni dialogano con le collezioni del museo per riflettere sulla memoria e sulla visibilità delle artiste.
Con Permanent Display, Robin Kid trasforma i simboli della cultura americana in una riflessione sulla memoria nell'era digitale. Tra pittura e scultura, la mostra indaga il confine sempre più sfumato tra esperienza vissuta, consumo e immaginario collettivo.