Entrare a Palazzo Altemps significa questa volta attraversare duemila anni di storia in pochi passi. Con Costellazioni dell’antico, Mircea Cantor porta l’arte contemporanea tra le sculture romane del museo, creando incontri sorprendenti tra archeologia, memoria e vita quotidiana. Vincitore del Premio Marcel Duchamp nel 2011 e presente nelle collezioni del MoMA e del Centre Pompidou, Cantor vive da oltre vent’anni in Francia. La sua ricerca nasce dal confronto tra le radici romene e una cultura internazionale: materiali, gesti e tradizioni del passato diventano strumenti per riflettere sulla libertà, sull’identità e sulla condizione umana. Quindici opere sono disseminate nelle sale come indizi da scoprire. Sette guardiani, colonne di pino intagliate da artigiani romeni e coronate da tradizionali cappelli di pelliccia, evocano l’aristocrazia dell’antica Dacia. Murus dacicus ricrea invece un’antica fortificazione con comuni mattoni posati su tappeti tessuti a mano, confondendo deliberatamente reperto e presente. In Sleeping Hyperion, infine, il volto del poeta romeno Mihai Eminescu riposa su coperte di lana accanto all’antica testa dell’Erinne addormentata. Il gioco più affascinante consiste proprio nel cercare questi dialoghi. Cantor trasforma così il museo in una piccola caccia alle connessioni, dove antico e contemporaneo sembrano improvvisamente parlare la stessa lingua.
Per la prima volta a Roma una selezione di disegni e bozzetti di costumi e decori per il balletto, il teatro e il cabaret, realizzati della celebre leggenda della moda Yves Saint Laurent, ripercorrendo la profonda passione dello stilista per il mondo dello spettacolo, durata tutta la vita.
La Festa del Cinema di Roma torna con anteprime, star e incontri all’Auditorium di Renzo Piano e in tutta la città, trasformandola in un grande set internazionale.
A Palazzo Bonaparte oltre 70 opere raccontano la rivoluzione di Kandinsky, dagli esordi alla Bauhaus: quando colore e forma impararono a parlare come musica.